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La decisione

Viareggio, morte Linda Martinucci: il sospettato resta in carcere – Richiesta una perizia sulla dinamica dell’incidente

di Gabriele Buffoni

	Il momento dell'incidente e la vittima, Linda Martinucci 
Il momento dell'incidente e la vittima, Linda Martinucci 

Anatoli Covali, il 37enne muratore moldavo su cui da sabato pendeva il fermo di indiziato di delitto eseguito dai carabinieri di Viareggio, resterà per il momento in una cella del carcere di Pistoia: le ipotesi di reato sono quelle di omicidio stradale e di fuga del conducente

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VIAREGGIO. Convalida del fermo e custodia cautelare in carcere. È quanto ha deciso nel tardo pomeriggio di oggi (14 settembre) la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lucca Raffaella Poggi in merito all’uomo sospettato di aver investito con un furgone venerdì intorno alle 3 del mattino la 46enne viareggina Linda Martinucci – morta pochi minuti dopo l’incidente durante il trasporto d’urgenza in ospedale – e di essere poi fuggito facendo inizialmente perdere le tracce del mezzo di cui, secondo gli indizi raccolti dagli inquirenti, sarebbe stato alla guida.

La situazione

Anatoli Covali, il 37enne muratore moldavo su cui da sabato pendeva il fermo di indiziato di delitto eseguito dai carabinieri di Viareggio, resterà per il momento in una cella del carcere di Pistoia: le ipotesi di reato avanzate nei suoi confronti dal pubblico ministero Antonio Mariotti (titolare dell’inchiesta) sono quelle di omicidio stradale e di fuga del conducente. Con lui, sabato mattina, è stato denunciato (ma a piede libero) un altro uomo moldavo di 33 anni, ritenuto dagli inquirenti il passeggero che insieme al connazionale si sarebbe trovato a bordo del furgone al momento dell’incidente. Nessuna accusa invece relativamente al terzo uomo condotto in caserma dopo che i carabinieri avevano individuato il furgone (di cui i testimoni, tra cui il compagno della vittima che stava rincasando con lei tornando in bicicletta dal molo, avevano riferito il numero di targa) e interrogato per tutta la giornata: dai primi riscontri, quest’ultimo si sarebbe trovato già a dormire nell’abitazione condivisa con gli altri due connazionali al momento dell’impatto mortale avvenuto sul cavalcaferrovia Lombardi.

Attesa l’autopsia

Mentre dunque la famiglia di Linda Martinucci – rappresentata, in quanto parte offesa nell’inchiesta, dall’avvocato Gianmarco Romanini – resta in attesa dell’autopsia che sarà svolta a giorni (forse già domani, 15 settembre) dal medico legale Stefano Pierotti e del successivo dissequestro della salma per poter svolgere il funerale, la Procura sta proseguendo senza sosta le indagini sulla vicenda.

La ricostruzione della vicenda 

Il pm Mariotti ha infatti richiesto un’ulteriore perizia incentrata sulla dinamica dell’incidente. Dai primi rilievi la ricostruzione aveva fornito un quadro comunque già abbastanza preciso: il furgone, dopo un sorpasso particolarmente azzardato nei confronti di un’auto, rientrando nella corsia di destra lungo la discesa del cavalcaferrovia avrebbe travolto la bicicletta di Linda Martinucci che si trovava vicino al compagno (a sua volta in bici), trascinandola per diversi metri prima di allontanarsi in direzione del quartiere Varignano.  

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