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Viareggio, la truffa del finto carabiniere finisce male: beffato da due anziani e arrestato – Video

di Gabriele Buffoni

	Il commissariato di polizia di Viareggio (foto Iacopo Giannini) e la refurtiva recuperata dagli agenti
Il commissariato di polizia di Viareggio (foto Iacopo Giannini) e la refurtiva recuperata dagli agenti

I due, 79 e 82 anni, hanno capito che erano al telefono con un truffatore e hanno contattato la polizia, attirando poi nella loro casa il malvivente e facendolo arrestare

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VIAREGGIO. Pensava di andare a colpo sicuro, come tante volte già aveva fatto nel corso della sua carriera da truffatore: sceso alla stazione di Viareggio, ha preso un taxi per via Aurelia Sud, nel quartiere Varignano, e poi è salito nella palazzina fino all’appartamento della coppia di anziani che il suo collega, telefonicamente, aveva raggirato, fingendosi un carabiniere in borghese e facendosi consegnare 500 euro in contanti, una collanina e vari monili in oro. Soddisfatto, è uscito dall’abitazione convinto di aver messo a segno l’ennesimo raggiro. Invece ad attenderlo c’erano i poliziotti della squadra anticrimine e della volante della polizia di Stato di Viareggio.

È stato così arrestato un 40enne palermitano, braccio operativo di una banda dedita all’ormai tristemente nota truffa del “finto carabiniere”. Stavolta però a finire beffato è stato proprio lui, grazie all’acume della coppia di anziani (rispettivamente di 79 e 82 anni) e alla tempestività della polizia di Stato che, con la collaborazione delle vittime del raggiro, ha teso una trappola al malvivente riuscendo a coglierlo in flagranza di reato.


 

All’arrivo della chiamata da parte del “centralinista” intorno alle 11,45 di ieri mattina, l’anziana signora che ha risposto al telefono si è subito accorta che qualcosa non andava per il verso giusto: l’uomo, un sedicente carabiniere, avanzava richieste di informazioni circa la presenza di denaro e oggetti d’oro nell’abitazione per controllare fantomatiche irregolarità sull’auto di famiglia. Un campanello d’allarme che è risultato decisivo, tanto che dopo poche parole al telefono la signora era ormai sicura di avere un truffatore all’altro capo della cornetta. Anziché riagganciare però ha fatto cenno al marito che, silenziosamente, ha chiamato con un altro telefono il numero unico per le emergenze 112. In collegamento con la centrale operativa della polizia, la coppia ha così seguito le istruzioni degli agenti mentre dal commissariato le pattuglie si precipitavano sul posto.

La coppia ha così attirato nella propria abitazione il complice del “centralinista”, consegnando a lui 500 euro e alcuni monili di famiglia che l’uomo ha risposto in uno zaino prima di uscire. Non sapendo che fuori dal palazzo erano già appostati i poliziotti che l’hanno arrestato. L’uomo, in cella di sicurezza, è ora in attesa del giudizio direttissimo al Tribunale di lucca previsto per oggi. La refurtiva è stata completamente recuperata e restituita.

 

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