Stop per un mese alle serate in due locali di Calambrone e Marina di Pisa: quali sono i locali e le motivazioni del provvedimento
Il questore di Pisa Salvatore Barilaro ha sospeso per 30 giorni la licenza di pubblico spettacolo nei confronti de La Siesta Beach Club e il Pappafico
PISA. Niente "serate" per un mese in due stabilimenti balneari del litorale. È quanto stabilito con apposito provvedimento dal questore di Pisa Salvatore Barilaro, che a seguito dei controlli in materia di ordine e sicurezza pubblica effettuati nelle ultime settimane dalla polizia ha sospeso per 30 giorni la licenza di pubblico spettacolo nei confronti di due stabilimenti che la sera propongono eventi con discoteca in spiaggia a cui partecipano centinaia di giovani.
Stop alla “malamovida”
Uno stop che arriva come giro di vite sulla "malamovida", oggetto di reiterate lamentele da parte dei resident che hanno denunciato schiamazzi e disordini fino a tarda notte. È questo il caso di Calambrone: qui il provvedimento del questore è stato notificato a La Siesta Beach Club, di fronte al «ripetersi di situazioni idonee a compromettere l’ordine e la sicurezza pubblica, connesse alle modalità di organizzazione e svolgimento degli eventi di pubblico spettacolo - spiega la questura - che hanno determinato ripetute situazioni di degrado urbano e disturbo della quiete pubblica nelle aree esterne allo stabilimento, rendendo necessario il reiterato intervento delle forze di polizia per il ripristino delle condizioni di ordine e sicurezza pubblica».
«Assenze di titoli autorizzativi»
L’altro stabilimento-locale destinatario dello "stop" è il Pappafico di Marina di Pisa, che negli scorsi giorni ha annunciato l’annullamento delle serate discoteca in programma fino a nuova comunicazione «per cause di forza maggiore». Per il Pappafico la causa del provvedimento, scrive la questura, risiede nella «organizzazione di eventi di pubblico spettacolo in assenza dei prescritti titoli autorizzativi». Nonostante i provvedimenti adottati dalle autorità e gli accertamenti effettuati dagli organi di controllo, la gestione dell’esercizio è risultata caratterizzata da una «sistematica elusione del procedimento autorizzatorio previsto dalla normativa di settore, determinando una situazione concretamente idonea a compromettere l’ordine e la sicurezza pubblica, nonché la pubblica incolumità».
Cosa riguarda la sospensione
È doveroso precisare che la sospensione - impugnabile di fronte al prefetto o al Tar - riguarda solo la licenza di pubblico spettacolo e che entrambi gli stabilimenti possono continuare la loro attività balneare. Ma i controlli sul litorale si sono svolti a tappeto e non solo da parte della polizia. Ci sono stati ad esempio anche quelli dei Vigili del fuoco, che hanno disposto nei confronti di tre esercizi pubblici la sospensione dell’utilizzo degli impianti di cucina a seguito dell’accertamento di difformità rispetto alla normativa di prevenzione incendi. Contestualmente, il personale della polizia locale di Pisa ha contestato le violazioni amministrative e le ulteriori irregolarità di propria competenza emerse nel corso dei controlli, mentre gli altri enti (Guardia di finanza, Nas, Ispettorato del lavoro, Asl) hanno effettuato gli accertamenti previsti dai propri ambiti di intervento. Un monitoraggio intensivo concordato e varato dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
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