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Parla Diego Petrucci: «Primarie a Pisa, perché no? Conti? Cambi “consiglieri”, e sul caso Bulleri-Guidi...»

di Francesco Loi

	Diego Petrucci
Diego Petrucci

Faccia a faccia con il consigliere regionale pisano di Fratelli d’Italia

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PISA. Ipotesi di primarie nel centrodestra per la scelta del candidato sindaco di Pisa alle elezioni del 2028. Apertura a Futuro Nazionale per un ingresso nella giunta comunale nella fase finale del mandato. Tante messaggi, e bacchettate, a Conti, fresco nuovo collega di partito. Non si risparmia Diego Petrucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente dell’assemblea toscana partendo da un bilancio post congresso provinciale del partito della premier Giorgia Meloni.

Petrucci, come esce FdI dal congresso provinciale, con quali obiettivi rispetto a quella che è stata definita una “fase nuova”?

«Esce più forte e legittimato dal voto degli iscritti e con un messaggio chiaro».

E allora ci sveli questo messaggio dopo un risultato congressuale definito come una vittoria di Petrucci contro i big del partito.

«La politica è fatta di consenso e partecipazione, e il popolo di Fratelli d’Italia ha scelto: la passione anziché il palazzo, ha premiato chi sta in mezzo alla gente anziché negli uffici e ha dato un’indicazione precisa. La destra, specialmente nella terra delle grandi nomenclature della sinistra, o è sangue e sudore o non è, o è passione e amore o non è, o è coraggio e cuore o non è. Nella terra del potere rosso, chi sceglie la destra non lo fa per sostituire un “sistema” con un altro “sistema”: è questo, a mio giudizio, il messaggio più importante che esce da questo congresso».

Lei, via social, ha anche bacchettato il sindaco Michele Conti, che non si è presentato al congresso dopo essersi iscritto senza annunci ufficiali.

«Il fatto che Michele si sia iscritto al nostro partito è una cosa molto positiva e mette fine alla storiella per cui per fare i sindaci si debba essere civici. Del resto, Fabio Mini prima e Michele Giannini a Fabbriche di Vergemoli (Lucca) dopo una settimana ne sono la dimostrazione. Dopodiché dispiace che Michele non abbia partecipato al congresso, per di più da iscritto, a portare il saluto del sindaco, la trovo una mancanza di rispetto. Poteva venire e dire: mi sono iscritto. Sarebbe stata una festa. Non vorrei fosse stato mal consigliato. Nel caso è opportuno cambiare consiglieri per il futuro».

Cosa chiede al sindaco per l’ultima parte del mandato?

«Al sindaco chiedo anzitutto di ascoltare le persone più che il palazzo e sul piano politico faccio tre appelli. Più sicurezza: la polizia municipale ha un esercito di circa 150 agenti, non è possibile non vederli in città e magari trovare due o tre posti di blocco sull’Aurelia in 700 metri. Due: va abbassata la Tari e la città deve essere più pulita. Va aperto un confronto e, se non bastasse, uno scontro con il gestore. Tre: va pensato un grande evento culturale con cadenza annuale che abbia un richiamo internazionale. Pisa deve parlare all’Europa e al mondo, è così da sempre, e lo deve saper fare con la cultura, l’innovazione, la ricerca. Infine, bisognerebbe iniziare a fare la voce più grossa con la Regione su questioni cruciali come il trasferimento del Santa Chiara, l’aeroporto e la Fi-Pi-Li».

FdI manterrà gli equilibri e gli incarichi attuali (ai vertici ha sia il sindaco che il vicesindaco) nella giunta di Pisa?

«Penso sia giusto affrontare l’argomento in un confronto tra le forze di maggioranza».

Candidatura a sindaco del centrodestra nel 2028: qual è la sua posizione? Dal congresso è arrivato un no al civismo e la voglia di FdI di essere in prima fila.

«Il nome per il successore di Conti andrà scelto nel modo più condiviso e partecipato possibile, e non escludo la possibilità di dare la parola ai cittadini. Pensare di sceglierlo a tavolino, in pochi, sarebbe un errore imperdonabile».

Cosa pensa della vicenda Serena Bulleri-Marco Guidi per il posto nel consiglio regionale?

«Penso che a maggior ragione, all’interno di un partito, l’interesse generale debba sempre prevalere rispetto alle ambizioni personali».

E sulle indiscrezioni che vorrebbero una prossima entrata di Futuro Nazionale in Giunta?

«Non ne abbiamo ancora mai discusso, ma da parte mia non ci sono preclusioni. C’è da dire che Futuro Nazionale a Pisa è già un gruppo organico alla maggioranza e si sta comportando da soggetto politico serio».

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