Viareggio, vent’anni dal successo del Mondiale: al Marco Polo Center la festa per celebrare l’Italia di Marcello Lippi
Appuntamento questa sera (9 luglio) alle 20.30 per ricordare l’impresa del tecnico viareggino contro la Francia a Berlino
VIAREGGIO. Vent’anni dal mondiale: per ricordare e festeggiare quella notte, quella impresa, stasera alle 20,30 al Cafè Bistrot del Marco Polo Sports Center di Viareggio, un appuntamento da non perdere (prenotazioni: 0584 1533712).
Il ricordo anche di Calciopoli
Sono le 19.59 di una calda domenica di luglio. 9 il giorno, 2006 l’anno. Oltre 25 milioni di italiani sono davanti al televisore, altri vivono il momento nelle piazze o negli stadi in cui sono stati installati maxischermi. È in programma la finale dei Campionati Mondiali di Calcio. In campo sono già schierate le formazioni degli Azzurri d’Italia e dei Blues di Francia. Prima che l’arbitro argentino Elizondo fischi il calcio di inizio, abbiamo giusto il tempo per fare due passi indietro. Primavera 2006, dopo qualche avvisaglia emersa l’anno prima, esplode lo scandalo di "Calciopoli", un vero e proprio terremoto che devasta il sistema calcio nazionale. Intercettazioni telefoniche fanno emergere una diffusa corruzione che coinvolge, ai massimi livelli, arbitri, dirigenti di squadre di Serie A e B ed importanti esponenti della FIGC. Tra questi Luciano Moggi e Antonio Giraudo della Juventus e il vicepresidente della FIGC, Innocenzo Mazzini, mentre il Presidente Franco Carraro si dimette l’8 maggio. 19 le partite della massima serie sotto inchiesta e pesanti, al termine delle indagini, le sanzioni. La Juventus, per la prima volta nella sua storia, retrocede in Serie B e si vede revocare due scudetti vinti sul campo. Penalizzazioni di varie entità sono inflitte anche a Fiorentina, Milan, Lazio, Reggina ed Arezzo.
Il Mondiale
È una situazione devastante che mina la credibilità dello sport più seguito nel paese. Ad un certo punto, addirittura, si ipotizza una esclusione dall’imminente Campionato del Mondo verso il quale, considerando il clima ed i giocatori convocati, non si nutrono molto speranze. In panchina, dal 2004, siede un viareggino. È Marcello Romeo Lippi che negli anni precedenti ha allenato Inter e, appunto Juventus. Alla fine, però, l’esclusione non arriva e il team azzurro parte per la Germania dove arriva fino alla finale dello stadio Olimpico di Berlino. La partita si sblocca al 7’con un rigore causato da Materazzi che il capitano Zinedine Zidane, all’ultima gara di una carriera strepitosa, trasforma senza difficoltà. Passano 12 minuti e su calcio d’angolo di Andrea Pirlo, lo stesso Materazzi pareggia con un colpo di testa. Per il resto, a parte un gol di Toni annullato per fuorigioco, non accade molto altro. Tempi supplementari. Grande parata di Buffon su colpo di testa di Zidane che, con la testa, non molto prima della fine, dopo uno scambio di battute, colpisce al petto Materazzi e viene espulso. Si va ai rigori. Se ne debbono tirare 5. Pirlo, Materazzi, De Rossi e Del Piero non sbagliano. Sbaglia, invece, lo juventino Trezeguet. Il quinto penalty può essere quello decisivo. Fabio Grosso con la maglia azzurra numero 3 si reca sul dischetto. Apre la bocca, muove la lingua e osserva Barthez. Rincorsa lunga, sinistro potente: palla a destra, portiere a sinistra. La sua corsa liberatoria e quell’urlo incredulo sono un fotogramma impresso in maniera indelebile nella memoria di tutti. Seven Nation Army fa da sottofondo alla festa.
Un viareggino sul tetto del mondo
L’Italia è campione del mondo per la quarta volta nella sua storia. Un viareggino è sul tetto del Mondo. Un grande allenatore, un grandissimo uomo, un leader straordinario è riuscito in una impresa quasi impossibile. Ha unito l’Italia, ha sorpreso il mondo. Quella notte, e lo resterà per sempre nei nostri cuori, il cielo è azzurro sopra Berlino, ma a Viareggio lo è di più.
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