La cucina stellata conquista gli hotel: tra Viareggio e Versilia cinque ristoranti su otto sono dentro alberghi extra-lusso
Dal Piccolo Principe al Lunasia a Viareggio, dal Lux Lucis al Marias a Forte: i locali pluripremiati dalla guida Michelin sono legati a grandi strutture ricettive
VIAREGGIO. Se fino a una ventina di anni fa alla cucina d’albergo si chiedeva solo di placare i morsi della fame, oggi non è più così. E in Versilia lo dimostrano quelle cinque insegne stellate su otto ospitate all’interno di hotel. Tre su cinque a Forte dei Marmi e due su tre a Viareggio, nel cui raggio di azione solo Lorenzo e Bistrot (all’ombra dell’ex fortino dei marmi) e Romano (all’ombra della Torre Matilde) non spartiscono oneri ed onori con camere, aperitivi e piscina.
Il segreto per resistere? A quanto pare sta nell’abnegazione familiare: di Chiara Viani affiancata dall’alter ego Gioacchino Pontrelli che è chef di Lorenzo sin dal 1984, dei fratelli David e Marco Vaiani che nel 2019 hanno ingaggiato lo chef Andrea Mattei, di Romano e Roberto Franceschini che ancora vanno a fare la spesa sul molo affidandosi all’estro di Nicola Gronchi.
Il resto delle insegne più in voga in Versilia associa il menù ad un’attività ricettiva. A Forte ad esempio, quattordici anni fa Carlo Cracco presentò alla proprietà russa del Principe la felice mano creativa di Valentino Cassanelli, chef emiliano del Lux Lucis che omaggia il territorio in piatti dalla tecnica spinta e dai sapori presi a prestito da pescatori e contadini.
Poco distante dal Principe c’è La Magnolia del Byron della famiglia Madonna proprietaria anche del Plaza e De Russie di Viareggio al cui interno troviamo un altro pupillo della Michelin: il Lunasia. Quattro anni fa ai fuochi del Byron arriva il campano Marco Bernardo, funambolo fantasista fra influenze francesi e partenopee cui piace sperimentare frollature di mare al modo della carne.
Sempre a Forte, già stella Michelin con il Franco Mare di Marina di Pietrasanta (che ha cambiato stile e nome), due estati fa Alessandro Ferrarini viene ingaggiato dalla fiorentina famiglia Pippucci per guidare la cucina nascente dello Sciabola, il ristorante con cui il St. Mauritius apre agli ospiti esterni. Lombardo, Ferrarini catalizza l’attenzione della rossa sulla nuova insegna che però resta aperta solo in estate.
Dicevamo inoltre del Lunasia, creatura cresciuta insieme a Luca Landi sin da quando ancora era nel resort di Tirrenia, prima di spostarsi all’interno del Plaza e De Russie a Viareggio esattamente dieci anni fa e diventare un faro per la clientela straniera attratta dal Liberty viareggino e dalla nautica dei super yacht.
Due invece gli astri appuntati sullo sparato di Giuseppe Mancino, il più decorato della Versilia. Campano, Mancino è lo chef del Piccolo Principe che a seguito di un’importante ristrutturazione, cinque anni fa è stato trasferito dalla terrazza sulla vetta del Principe di Piemonte ad altezza della Passeggiata. Le porte aperte agli esterni, lo sono anche per la sua colazione: una delle più sorprendenti della Versilia.
In controtendenza vanno invece i Larini che due stagioni fa hanno fatto retromarcia rinunciando allo stellato Parco di Villa Grey, puntando piuttosto sulla proposta “pieds dans l’eau” dello stabilimento balneare.
Altri invece si sono uniti al ricco parterre. Fra le novità a Forte ci sono infatti i ristoranti del Villa Costanza e del Principessa, frutto di recentissime ristrutturazioni alberghiere. Nato da una costola dello storico tre stelle della famiglia Scialli, il primo, acquistato dall’imprenditore lombardo Gian Luca Conti e consorte Lara Cardella, è stato aperto questa primavera. Anche il boutique hotel composto da sedici camere di design che riconducono alla Versilia in cui gli Agnelli “Vestivano alla Marinara” (non a caso l’originale Villa Costanza a cui è stato cambiato nome in Augustus Lido era la dimora dei fondatori della Fiat) ha puntato su un ristorante aperto al pubblico esterno. Una quarantina i coperti, per una carta studiata dal versiliese Jonni Bertolaccini attingendo ad ingredienti locali come i formaggi caprini di un allevatore massese e le trote della Garfagnana.
Altra new entry è il Principessa, hotel di lusso di proprietà dello sceicco Ahmed bin Saeed Al Maktoum, presidente e amministratore delegato della compagnia aerea Emirates. Situato sul lungomare di fronte a La Capannina, affiliato al circuito Marriott, il Principessa (ex Areion) da aprile sta puntando sul Marias: una fusione fra cucina italiana e internazionale. A guidarne la linea il britannico Jason Atherton, da anni frequentatore dei nostri lidi, bistellato in entrambi i locali di Londra e Dubai che nella quotidianità del Mamas è aiutato dal siciliano Giorgio Cicero.
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