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Sport e violenza

Pugno a un giocatore 17enne, rissa in campo: «Colpito dal mister avversario»

di Redazione Viareggio
(foto d'archivio)
(foto d'archivio)

Succede a Viareggio nel campionato Allievi 2009. La versione dell’allenatore: «Non è vero, ho cercato di dividerli». L’altro club: «È un episodio che fa dispiacere, in gara c’era agitazione: l’importante è smorzare i toni»

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VIAREGGIO. Campo Angelo Basalari, è sabato pomeriggio. Gli Allievi della Croce Verde Viareggio stanno giocando contro quelli della Carrarese, classe 2009. La partita sta sorridendo a questi ultimi: hanno segnato due reti e il tempo sta finendo. Mancano poco più di cinque minuti quando scoppia la lite.

Due giocatori, uno della Carrarese, l’altro del Viareggio, iniziano a scontrarsi. Ma, stando al racconto di alcuni testimoni, la situazione degenera: arrivano altri giocatori, la lite si sposta al centrocampo, diventa una rissa. Quando tutto finisce, un giocatore della Carrarese ne è sicuro: «L’allenatore della squadra avversaria – dice – mi ha tirato un pugno». Ha un livido sotto l’occhio gonfio. Si chiamano i carabinieri, arriva l’ambulanza che porta il giovane al pronto soccorso del Versilia. Nulla di grave. Però l’allenatore dei viareggini nega: «Non ho mai tirato alcun pugno». Lo dice anche alle forze dell’ordine, che hanno raccolto le testimonianze di chi era presente.

«Due giocatori avversari – spiega l’allenatore della Croce Verde – hanno iniziato ad azzuffarsi tra di loro. All’inizio siamo rimasti fermi. Poi, quando abbiamo visto che la situazione iniziava a peggiorare perché si erano aggiunti quasi tutti i ragazzi, ci siamo messi in mezzo per dividerli. Prima il parapiglia era vicino alla panchina del Viareggio, ma a mano a mano si è spostato verso il centrocampo. Io però – sottolinea l’allenatore della squadra viareggina – sono rimasto vicino alla panchina, dove era rimasto il mio giocatore, che lamentava dolori alla schiena e alla spalla. Nella mischia non so cosa sia successo». Di una cosa lui è sicuro: «Di pugni – ripete – non ne ho mai tirati. Se lo avessi fatto, sarei stato il primo a scusarmi. Ho solo cercato di allontanare i ragazzi, senza pugni».

Insieme all’allenatore c’era un altro dirigente della Croce Verde. Anche lui ha cercato di dividere i giocatori che si stavano azzuffando. «Da adulti cerchiamo di evitare questi bisticci e allora abbiamo cercato di dividerli, di separare i litiganti visto che la situazione rischiava di diventare pericolosa: avevamo paura che qualcuno si facesse male».

Non sa cosa possa essere successo nel parapiglia l’allenatore degli Allievi della Carrarese, Gianluca Cia. Ha visto i due ragazzi a terra, poi l’allenatore avvicinarsi, ma nessun pugno. Sa cosa sostiene il suo giocatore. Ma, al di là di tutto, sottolinea: «È un episodio – dice Cia – che ci fa dispiacere. Durante la partita c’era un po’ di agitazione e la situazione alla fine è sfociata in qualcosa che non doveva succedere, non nello sport. L’importante è che noi adulti smorziamo i toni, dobbiamo dare l’esempio». Almeno le conseguenze fisiche non sono state gravi: per il ragazzo della Carrarese non sono state riscontrate fratture allo zigomo. Il giocatore del Viareggio, dice il mister, non è andato al pronto soccorso ma sta tenendo monitorato il dolore a schiena e spalla.

E alla fine la partita è stata sospesa. 

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