Referendum, le “nonne” toscane ai seggi a 107 e 104 anni: «Memoria e senso civico»
Erminia Digianantonio e Valli Morganti hanno partecipato al voto nella giornata di domenica: «Una forma concreta di partecipazione alla vita della comunità»
PISA. Dal 2 giugno del 1946, quando si è recata per la prima volta alle urne, non ha mai smesso di esercitare quel diritto-dovere che, da giovane, ha ottenuto contribuendo alle lotte per estenderlo anche alle donne. Otto decenni fa, quando scelse la Repubblica come forma di governo, Erminia Digianantonio aveva 27 anni. Ieri, domenica 22 marzo, a 107 anni, non ha voluto rinunciare all’appuntamento con il voto. E per farlo ha chiesto e ottenuto l’istituzione di un seggio “speciale” nei locali della Rsa Madonna della Fiducia di Calambrone dove è ospite.
Classe 1919, originaria di Trasaghis (Udine) anche questa volta ha lottato per partecipare alla tornata elettorale. A causa delle lungaggini burocratiche ha infatti rischiato di non poter votare. A febbraio è stata presentata una richiesta affinché il Comune di Pisa si attivasse per prevederne l’istituzione che, dopo le iniziali difficoltà ha ottemperato alla richiesta presentata dai legali Giacinto Canzona ed Alessandro Romanò.
Ieri mattina, Digianantonio ha consegnato il suo voto al presidente del seggio elettorale allestito appositamente nella Rsa di Calambrone.
A Cascina, la signora Valli Morganti, 104 anni, si è invece recata al seggio, accompagnata dal figlio Lorenzo e dalla nuora Daniela, ottant’anni dopo la sua prima volta, avvenuta nel 1946 in occasione delle elezioni amministrative. Nello stesso anno partecipò anche al voto per il referendum istituzionale e per l’Assemblea costituente.
«La presenza della signora Valli Morganti al seggio è una bellissima notizia per tutta la nostra comunità e un’immagine che ha un valore profondo – commenta il sindaco Michelangelo Betti –: il suo gesto ci parla di memoria, responsabilità e senso civico e ci ricorda che il voto è un diritto fondamentale, ma anche una forma concreta di partecipazione alla vita della comunità».
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