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Viareggio e Versilia: ambulatori di primo soccorso nelle nuove Case di comunità

di Matteo Tuccini
Viareggio e Versilia: ambulatori di primo soccorso nelle nuove Case di comunità

Per i casi non gravi. Il sindacato Fials: poco utili senza rinforzi

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VIAREGGIO. Ci saranno ambulatori di primo soccorso nelle nuove Case di comunità che apriranno a Viareggio e in Versilia entro la fine di aprile. È qui che potranno rivolgersi gli utenti per problemi di salute non gravi: per intendersi, quelli che non hanno bisogno del Pronto soccorso dell’ospedale Versilia, ma di una piccola visita o di una medicazione. Così come di una ricetta per una terapia dovuta a un malessere o a un infortunio.

Della creazione dei cosiddetti “ ambulatori di prossimità”, oltre ai vari aspetti delle future Case di comunità, si è parlato giovedì in un incontro tra l’Asl e i rappresentanti sindacali. Avere un punto di primo soccorso sul territorio è sempre stato ritenuto indispensabile, per poter rispondere in maniera immediata a esigenze sanitarie di minor conto. Decongestionando, allo stesso tempo, il Pronto soccorso ospedaliero che si attende un’altra estate di passione. Ma secondo il sindacato Fials «queste intenzioni, assolutamente positive e condivisibili, varranno poco senza adeguati rinforzi di personale».

Il punto, secondo il Fials, sta «nell’attrezzare questi ambulatori con professionisti e procedure precise, in modo da renderli efficaci. Senza che si traducano in un semplice passaggio verso l’identica destinazione di sempre, e cioè il Pronto soccorso – dice il segretario provinciale Daniele Soddu – Devono esserci protocolli ben definiti, che consentano al personale di rispondere in maniera adeguata a ogni esigenza». Questo perché ogni caso che si pone di fronte porta sempre con sé un carico di responsabilità medica «che deve essere determinata prima di cominciare. Ci hanno spiegato che in turno negli ambulatori di prossimità ci saranno infermiere, medico di base e guardia medica: per quanto riguarda il medico di base, sappiamo che si tratterà di professionisti di recente ingresso in servizio, perché verranno esclusi quelli che hanno già raggiunto il massimo di pazienti assistiti».

È abbastanza logico: chi deve già seguire dai 1.500 ai 1.800 pazienti, difficilmente può garantire una presenza continuativa in un altro ambulatorio. Ci sarà anche il supporto della Croce Verde, proprio per garantire la corretta turnazione nell’ambulatorio di primo soccorso. Che dovrà essere operativo al mattino, dal lunedì al sabato, nelle Case di comunità del Terminetto, Pietrasanta e Camaiore – quelle di prossima o immediata apertura, a Querceta c’è già una struttura funzionante – mentre al Tabarracci l’apertura sarà sette giorni su sette, quindi anche la domenica. «Il nostro giudizio, al di là delle buone intenzioni, non è positivo – spiega Soddu – Nulla contro le associazioni di volontariato, ma siamo contrari a esternalizzazioni che aggirino la questione delle assunzioni. Non si aprono servizi senza rinforzi; si rischia un’operazione di facciata».

Per quanto riguarda le informazioni pratiche: il 14 aprile si darà il via alla Casa di comunità di Pietrasanta. Qui troveranno posto medici di famiglia e ambulatori (dentista, otorino e così via). Ci saranno anche centro prelievi e sportelli Cup, gestiti dalla Croce Verde di Pietrasanta. Apertura, come detto, dal lunedì al sabato. A Camaiore la Casa di comunità nell’ex ospedale è praticamente già operativa, anche se manca qualche figura da inserire tra gli operatori sociosanitari. Il 24 aprile toccherà al Terminetto, dove appena arrivati gli arredi si trasferirà la medicina legale – oggi al Tabarracci – oltre ai medici di famiglia e agli sportelli Cup. Niente prelievi, invece, perché rimarranno al Tabarracci: qui l’orario di apertura sarà 8-20 dal lunedì alla domenica, ma ricordiamo che l’intenzione iniziale era garantire un’operatività 24 ore su 24. «Il problema – insiste Soddu – è che serve il personale per farlo».

Sempre al Tabarracci l’obiettivo è aprire i primi 18 posti letto dell’Ospedale di comunità.

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