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La città che cambia

Viareggio, prende forma il sabbiodotto e ridisegna lo “skyline” del molo

di Gabriele Buffoni

	La statua “L’attesa”, circondata dai massi, a dx il muraglione “sfregiato”
La statua “L’attesa”, circondata dai massi, a dx il muraglione “sfregiato”

La statua “L’attesa” sarà presto spostata sul nuovo pennello. Aperto un varco nel muro per far passare i mezzi: «Ripristineremo la scritta e con un effetto ottico apparirà come prima»

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VIAREGGIO. Massi tutt’intorno alla statua “L’attesa”, quasi a creare una piazzola che si allunga tra i flutti tutt’intorno. Il muraglione con la storica scritta “Viareggio è Carnevale” semi-crollato, sfregiato alla vista di chi percorre il molo. Non c’è viareggino che, negli ultimi giorni, vedendo come si sta trasformando l’area intorno al porto non abbia storto il naso. D’altronde per tutti esistono i luoghi del cuore, e per chi vive a Viareggio quel muraglione e la statua in bronzo di Gionata Francesconi che riproduce una scultura in legno di Inaco Biancalana (che con le sue figure richiama le origini della città come borgo di pescatori e marinai) sono due simboli “intoccabili”.

Eppure bisognerà darsi pace. Lo “skyline” del molo è infatti destinato a cambiare irrimediabilmente, plasmato dai lavori di quella maxi-opera che è il sabbiodotto. È infatti il cantiere per il tanto atteso intervento che dovrebbe portare a risolvere la problematica dell’insabbiamento dell’imboccatura del porto – e garantire il conseguente ripascimento del litorale – che sta provocando questi cambiamenti a uno dei luoghi simbolo della città del Carnevale. «Capisco che possa sembrare una rivoluzione – commenta il segretario dell’Autorità portuale viareggina Massimo Lucchesi, responsabile per il maxi-cantiere – ma tutti questi interventi sono necessari alla corretta realizzazione e al futuro funzionamento del sabbiodotto. Il progetto sta andando avanti e anche ciò che ora può far storcere il naso ai viareggini si sistemerà in via definitiva».

Il nuovo pennello

Camminando lungo il molo, non può non saltare all’occhio la quantità di massi disposti tutt’intorno alla statua “L’Attesa” di Gionata Francesconi. Di fatto privandola di quell’immediato contatto col mare che prima le garantiva lo “scoglio di Tito”, sul quale l’opera svetta. Ma quei massi non sono stati disposti lì per pura casualità.

«Si tratta della scogliera che sarà la base su cui poggerà il pennello di arrivo del sabbiodotto – spiega Lucchesi – in pratica, su quei massi sarà poi costruito il camminamento dove spunterà, concluso il suo percorso sotterraneo, la condotta che partirà dalla diga foranea. Per ora abbiamo inserito solo uno dei tubi, quello di servizio, e dopo il 31 marzo saremo costretti a fermarci per non intaccare la balneazione. Ma a settembre collegheremo anche gli altri due tubi, quelli principali del sabbiodotto: spunteranno all’altezza di questo nuovo pennello, e qui – spiega – si collegheranno poi i tubi “volanti”, quelli esterni e galleggianti che saranno collegati durante l’inverno e che porteranno la sabbia del fondale fin sulla battigia, dove sarà usata per il ripascimento».

Non solo. Il pennello «sarà lungo circa 27 metri e accessibile dal lungomolo Del Greco – annuncia Lucchesi – e culminerà in una sorta di rotatoria pedonale al centro della quale sarà riposizionato proprio il monumento “L’attesa” di Francesconi. I massi che sono ora intorno alla statua sono stati posizionati per permettere alla scogliera, da oggi a settembre quando partiranno i lavori, di assestarsi a contatto con il mare, e di scendere un poco rispetto al livello dell’acqua».

Un buco nel muro

Se “lato Massa” i lavori del sabbiodotto sono destinati a fermarsi per alcuni mesi per l’avvio della stagione balneare – riprendendo a settembre con la prospettiva di chiudere il cantiere (meteo permettendo) entro fine anno – sull’altro versante del molo gli interventi invece proseguiranno, non interferendo con alcuna area balneabile. È in quest’ottica che si inserisce l’altro massiccio mutamento prodotto dai lavori: il vistoso crollo di parte del muraglione dove capeggiava la scritta “Viareggio è Carnevale”.

«In quel punto – spiega il segretario dell’Autorità portuale viareggina – dovrà essere realizzato un ingresso per far accedere i mezzi e permettere loro di arrivare fino alla piazzola dalla quale partirà il secondo pennello, quello intercettore: una struttura quasi interamente sommersa, lunga un centinaio di metri ed essenziale per il funzionamento del sabbiodotto. I mezzi servono per allacciare il tubo della draga alla condotta – spiega Lucchesi – da qui l’esigenza di aprire un varco in quel punto». Ma niente paura. «La scritta la ripristineremo – assicura – solo che anziché un muro unico, sarà realizzata una seconda muraglia parallela: da lontano l’effetto ottico sarà come se i due muri fossero allineati, così come la scritta. In realtà tra uno e l’altro ci sarà questo passaggio essenziale per i mezzi».

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