Il Tirreno

Versilia

Dentro al mito

Da Carmela e il Bagno Annetta al sogno del Twiga: Paolo Brosio racconta la vera storia del chiringuito che cambiò la Versilia

di Paolo Brosio

	Paolo Brosio insieme ad un gruppo di ragazze al primo chiringuito della Versilia
Paolo Brosio insieme ad un gruppo di ragazze al primo chiringuito della Versilia

Un intreccio di ricordi, incontri sorprendenti e intuizioni nate sulla sabbia: la trasformazione di un angolo di costa in un luogo simbolo dell’estate italiana, tra volti celebri, avventure imprenditoriali e storie che hanno segnato un’epoca

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Venerdì 13 marzo è volata in cielo la regina della balneazione versiliese, Carmela Dell’Olio Pampaloni, protagonista allo stabilimento Annetta di Forte dei Marmi, e soprattutto della gustosa ristorazione con leccornie tipiche dei sapori versiliesi: dagli spaghetti alle arselle alle focacce, alle pizze bollenti con la mozzarella e i fiori di zucca e le alici. Piatti della gastronomia fortemarmina che hanno contribuito a fare grande la Versilia. Ora Carmela può riabbracciare “lassù” il suo amato Franco Pampaloni, bagnino e velista appassionato, innamorato del mare, fondatore dello Yacthing Club Versilia.

La nascita del Bagno Annetta e del primo chiringuito

Il re del Bagno Annetta realizzò questo piccolo paradiso con il suo amico Franco Dazzi, ex sindaco fortemarmino, anch’egli velista e innamorato dei profumi di salmastro e della vegetazione spontanea di quelle uniche dune. Per tutti e due un’unica passione: vele spiegate e gonfiate dal vento di maestrale. Con loro riuscii a convincere la giunta comunale presieduta da Roberto Bertola a concedere l’autorizzazione per un chiringuito in legno, paglia e sasso inedito, mai prima pensato da nessuno, che potesse essere finalmente sistemato davanti alle cabine, che da sempre soffocavano la vista del mare. Bertola studiò una configurazione giuridico-amministrativa, d’accordo con la giunta comunale, per sperimentare la formula “chiringuito” su consiglio dell’assessore Fabio Mazzoni, il quale era molto convinto dell’idea e propenso allo sviluppo di situazioni innovative sul litorale e sulle spiagge per dare al turista la possibilità di godere il mare ascoltando musica, gustando drink e leccornie della tradizione versiliese. Si stabilì che poteva essere posato un chiringuito a ponente del pontile e uno a levante, zona Vittoria Apuana.

Successo e ostilità

Ma non furono tutte rose e fiori, perché per quanto mi riguarda, come si suol dire, “Nemo profeta in patria”. E così, da un lato, l’apertura del chiringuito al bagno Annetta fu un successo pazzesco, con centinaia di giovani, ragazze bellissime, provenienti da tutta Italia e persino dall’estero attratte dalla magica atmosfera di questa semplice capanna di legno. Dall’altro lato, il rovescio della medaglia. Fu proprio in quel periodo, tra il 1996 e il 1997, quando abitavo in piazza del Fortino fra Valè e la gelateria Nelson con mio padre Domenico Ettore che ogni mattina mi prendeva la mazzetta dei quotidiani all’edicola del Fortino, che trovai avvolto nel Corriere della Sera un messaggio minatorio che suonava più o meno così: “Stai di molto attento a ciò che fai. Vuoi riminizzare la Versilia, vuoi distruggere un luogo che deve rimanere così per sempre. Te la faremo pagare”. Non mi impressionai più di tanto, anche se rimasi davvero dispiaciuto, più che altro per l’amarezza che colpì mia mamma Anna, donna toscana, da sempre innamorata della Versilia. Ma io continuai ad andare dritto come un treno, avendo già in mente di fare il bis con il Twiga. Denunciai tutto ai carabinieri e all’opinione pubblica. Sono convinto per esperienza personale che tutte le idee che hanno un grande successo suscitano consensi ma anche invidia e gelosie, quindi è un prezzo da pagare soprattutto quando sei nella tua terra, sia pur adottiva. Se fosse stato un fiasco, nessuno avrebbe fiatato.

Gli anni delle tv e l’ispirazione del chiringuito

Come si diceva, erano gli anni 1996-97, quando ancora lavoravo per i tg di Mediaset come inviato speciale (esteri e interni), ma ero già stato anche contattato da Fabio Fazio per partecipare a quella corazzata di ascolti che era “Quelli che il Calcio” prima su Rai3 e poi su Rai2. Mi aspettavano in gloria per un ruolo da inviato di punta e di costume, il regista Paolo Beldì, Marino Bartoletti, Felice Rossello, Pietro Galeotti e tutta la “banda” che animava quella trasmissione vincente, capace di catalizzare milioni di telespettatori e far registrare ogni weekend un bòtto di share.

I viaggi e il modello sudamericano

Mi ricordo che progettai il disegno del chiringuito dopo aver girato in lungo e in largo i paesi sudamericani nelle mie dirette televisive e le Baleari fra Ibiza e Formentera nei periodi di vacanza. Per Rai2 mi ritrovai in Brasile, alla Baraca do Pepè, il campione mondiale di deltaplano scomparso tragicamente in Coppa del mondo (in lingua portoghese “baraca” esprime il concetto di chiringuito, una capanna legno, paglia e sasso per gustare aperitivi e stuzzichini bollenti al tramonto a pochi metri dal mare tra musica e caipiroska). Questo mitico ritrovo sorge in una delle spiagge bianche più belle del mondo, a Barra da Tijuca, che dista 40 chilometri da Rio de Janeiro, sabbia fine e scintillante, uno dei luoghi più prestigiosi del Brasile dove soggiornano i top player della nazionale di calcio verde oro brasileira, popstar internazionali e vip di tutto il mondo.

L’intesa con Franco Pampaloni e la svolta con Carmela

Con Franco Pampaloni parlando del chiringuito ci fu un’intesa a prima vista, era un entusiasta della vita, del mare e delle idee innovative del turismo. Carmela invece era la regina della cucina e guardava un po’ di traverso questo progetto fino a che, ricordo quel giorno come se fosse ora, non le portai a sorpresa il re della Formula Uno Flavio Briatore, accompagnato dalla fidanzata Naomi Campbell e dalle altre top model Heidi Klum ed Eva Herzigova, tutte entusiaste, insieme a Flavio, di vedere il primo chiringuito italiano sorgere a Forte dei Marmi, nella terra della Capannina e delle focaccine bollenti. Dopo quel memorabile giorno, anche Carmela fu contenta, di più, entusiasta, e da lì iniziò un periodo dove il Bagno Annetta fu protagonista di un’idea innovativa di balneazione, cucina, divertimento, musica e drink on the beach, che segnò una svolta del turismo e negli anni a seguire fece registrare un boom di presenze illustri e di nomi famosi.

La nascita del Twiga

Un fenomeno talmente importante che finì per realizzare un altro miracolo turistico e di intrattenimento, sempre in Versilia: il Twiga Beach, che venne fondato da un’idea mia e di Flavio Briatore. Si unirono a noi i primi soci, Franco Pampaloni, Carmela e la famiglia Galeotti, che trattò con me e Flavio e Franco Pampaloni il cambio di gestione e la ristrutturazione dell’allora stabilimento balneare e discoteca “La Cicala”, che venne demolita, rasa al suolo. Con l’architetto del Buddha Bar di Parigi nacque un fiore all’occhiello dell’intrattenimento musicale internazionale. Dopo pochi mesi, entrarono in società Marcello Lippi e suo figlio Davide. Il Twiga era rappresentato dalla Formula Uno con Flavio Briatore, dal calcio con Marcello Lippi, condottiero prima della Juventus poi della Nazionale azzurra campione del mondo 2006, e dalla tv italiana con il sottoscritto che da “Quelli che il Calcio” passò a “Domenica In” su Rai1 e a “Linea verde”, lo storico programma della rete ammiraglia. Per la ristorazione abbiamo iniziato con i sapori e le ricette versiliesi di Carmela.

Il passaggio di quote e la nuova era

Dopo undici anni, ci fu un passaggio di quote. Io, dopo la conversione a Medjugorje, e Marcello Lippi lasciammo e arrivò in questo locale l’attuale ministro del Turismo Daniela Santanchè con il compagno Dimitri D’Asburgo. Ecco perché, oggi che il Twiga è passato nelle mani di un importantissimo imprenditore, Leonardo Maria Del Vecchio, possiamo dire che dalla costola del chiringuito al Bagno Annetta è nata un’idea vincente che ha portato al Twiga e dal Twiga nel jet set internazionale, un cambio dello style e dell’intrattenimento a livelli stellari. Dal 2000 in poi Forte dei Marmi è esplosa e sono arrivati qui i grandi miliardari della Russia e di tutto il mondo occidentale.

Il ricordo finale

Dalla finestra del Paradiso vedo in preghiera ogni giorno quelle due persone, Franco e Carmela, che hanno creduto e condiviso con me un’idea rivoluzionaria e che hanno vissuto anni incredibili, in cui il Bagno Annetta è volato a livelli altissimi. A loro, ad Annina e a suo figlio Filippo, giovane calciatore del Pisa calcio e frequentatore assiduo del Tennis Italia di Sergio Marrai, un grande bacio. Un abbraccio particolare a Franco e Carmela e un arrivederci in cielo insieme alla mia cara mamma Anna e a mio papà Domenico, a cui tanto piaceva stare sulla spiaggia a chiacchierare e gustare l’aperitivo al Bagno Annetta.

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