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La passione per la mountain bike e il volontariato: Bozzano piange il suo Duccio, morto nell’auto nel canale

di Matteo Rossi

	Duccio Sargentini, 26 anni, era volontario della Protezione civile
Duccio Sargentini, 26 anni, era volontario della Protezione civile

Dolore nella comunità per la morte del 26enne. I ricordi di chi l’ha conosciuto: «Portava allegria e spensieratezza, vogliamo ricordarlo così»

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MASSAROSA. Un ragazzo profondamente legato alla sua comunità, al lavoro e alle sue passioni. È questa l’immagine che emerge con forza dalle parole di chi conosceva il giovane Duccio Sargentini, la cui morte ha scosso l’intera comunità di Massarosa e di tutta la Versilia, lasciando un senso in incredulità per quanto accaduto.

Classe 1999, nato a Massa, ha sempre risieduto con la famiglia a Bozzano. Un legame, quello con il suo paese, rimasto saldo negli anni, fatto di amicizie coltivate fin da giovanissimo e di una quotidianità semplice, scandita dalla scuola, dallo sport, dal lavoro e dalla voglia di stare insieme agli altri. Aveva frequentato le scuole medie di Piano di Conca, dove in molti lo ricordano come un ragazzo solare, pieno di energia e sempre pronto alla battuta. «Con lui potevi rimanere a parlare per ore. Era sempre contento – ricorda Asia Cortopassi, una delle sue ex compagne di classe – anche una volta finito il percorso delle medie, nonostante ci vedessimo meno perché frequentavamo scuole diverse, ogni volta che ci si incontrava era sempre una festa. Veramente un ragazzo solare». Già allora era evidente una delle sue grandi passioni: la bicicletta, o meglio la mountain bike con cui girava per i boschi, i sentieri e i percorsi off-road. «Andava spesso in giro con mio figlio quando erano ragazzini – racconta il padre di uno dei suoi amici di adolescenza – giravano tra i sentieri in collina».

Quella delle due ruote è una passione che non lo ha mai abbandonato. Era infatti un membro dell’associazione sportiva Speedy Bike (gruppo di Camaiore impegnato nelle discipline di Enduro e Downhill) che ieri sui social non ha mancato di esprimere il proprio cordoglio. «Vogliamo ricordarlo sempre con il sorriso stampato sulla faccia e con la sua voglia di portare allegria e spensieratezza – hanno scritto sulla loro pagina ufficiale dalla Sppedy Bike – non ci sono parole per descrivere tragedie di questo tipo, ci stringiamo attorno alla famiglia. Riposa in pace Duccetto». Accanto alla passione per la bicicletta coltivava anche l’interesse per i motori e per il mondo dei rally, che seguiva con passione.

La sua vita quotidiana, oltre allo sport, era divisa tra il lavoro e il volontariato. Una volta finite le scuole medie di Piano di Conca, aveva frequentato l’istituto tecnico industriale Galileo Galilei per poi diventare collaudatore meccanico alla Valmet Tissue Converting, azienda di Lucca che spesso lo impiegava in trasferta in giro per tutta l’Italia. Mentre nel tempo libero era un volontario della protezione civile di Massarosa. «Ogni settimana ci trovavamo nella nostra sede, tra attrezzature, manutenzioni ed esercitazioni – ricorda il referente della protezione civile di Massarosa, Simone Di Meglio – e lui c’era sempre. Portava idee, dava una mano in tutto, non si tirava mai indietro. Era una presenza costante, sempre con il sorriso».

Duccio aveva deciso di diventare volontario nell’estate del 2024, quando il territorio massarosese stava ancora affrontando le ripercussioni dell’incendio del 2022. «Ogni volta che eseguivamo azioni di pattugliamento per la prevenzione antincendio o che venivamo allertati per una frana, un albero caduto o altre necessità, Duccio era presente – ricorda Di Meglio – se non era in trasferta per il suo lavoro, era il primo a farsi avanti. È un momento davvero difficile. Siamo un gruppo giovane: io ho 30 anni, Duccio ne aveva solo 26. È surreale quello che è successo. Ci mancherà molto. Oggi è impossibile dare ordine ai pensieri».

Accanto all’impegno pubblico, resta fortissimo il ricordo privato, quello custodito dalla famiglia che ieri ha preferito rimanere in silenzio. Duccio viveva con la madre Lucia a Bozzano, mentre il padre, Giuliano Sargentini, è un fotografo molto conosciuto nel comune di Massarosa. Per un periodo hanno vissuto anche nel piccolo borgo di Chiatri. Lascia pure un fratello, Pietro Sargentini e la fidanzata, Elena Barsi, che era con lui in auto e che si trova ancora ricoverata in ospedale. Tanti i messaggi di cordoglio che si stanno moltiplicando sui social, segno di quanto il giovane fosse conosciuto e stimato, soprattutto nella comunità massarosese, e di quanto la sua morte, così giovane, abbia scosso anche chi non lo conosceva personalmente.

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