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Tod’s e Prada ritirano le commesse: 70 posti a rischio a Scandicci

di Redazione Firenze

	Una fase della produzione di borse alla Loipell di Scandicci
Una fase della produzione di borse alla Loipell di Scandicci

Il caso della Loipell, coinvolta nell’inchiesta di Milano sullo sfruttamento. Domani (16 febbraio) fissato l’incontro in Regione

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SCANDICCI. Sono 37 i lavoratori della Loipell di Scandicci (e altrettanti nell’indotto) che rischiano il posto dopo che Tod’s e Prada hanno tolto le commesse all’azienda. È la conseguenza dell’inchiesta della Procura di Milano che ipotizza l’affidamento in subappalto delle lavorazioni Loipell ad aziende cinesi che sfruttano i lavoratori. Lo ha reso noto ieri la Filctem Cgil, che sta cercando di trovare una soluzione e chiede l’aiuto della Regione.

Per domani infatti è convocata alle 10 la prima riunione dell’Unità di crisi della Regione per affrontare la grave situazione della pelletteria di Scandicci.

L’incontro, richiesto con urgenza da Filctem Cgil e dalla Rsa di Loipell, si terrà presso gli uffici della Regione alla presenza del consigliere del presidente Giani delegato al lavoro Valerio Fabiani. In concomitanza dell’incontro, è in programma un presidio dei lavoratori in piazza Duomo davanti a Palazzo Sacrati Strozzi.

«In base a quanto emerso in un recente incontro di Filctem Cgil con i vertici aziendali – spiega il sindacato – nel mese di dicembre la Loipell ha subito una repentina e simultanea perdita di commesse da parte dei committenti Tod’s e Prada che allo stato attuale sta creando una grave crisi aziendale, mettendo a repentaglio tutti i posti di lavoro. Il pericolo si estende, inoltre, all’intera filiera produttiva locale, già pesantemente colpita. La Loipell ha comunicato alla Filctem Cgil e ai dipendenti che le commesse sono state tagliate dai brand in seguito a quanto emerso dalle indagini della Procura di Milano, secondo la quale in aziende di questa filiera si riscontrano gravi situazioni di sfruttamento e caporalato».

«Abbiamo sollecitato con forza l’attivazione del tavolo perché il tempo è scaduto: non possiamo permetterci di perdere un intero pezzo della manifattura toscana – spiega la Filctem – Ma la nostra richiesta è chiara: al tavolo devono sedere anche Prada e Tod’s ai quali chiediamo di rispondere alle conseguenze sociali di tale scelte. La crisi di Loipell non riguarda solo i dipendenti diretti dell’azienda. Riguarda l’intera filiera e, in particolare, quei lavoratori che le indagini della Procura di Milano hanno portato alla luce ma che rischiano di rimanere invisibili anche in questa emergenza. Chiediamo che il tavolo di crisi si occupi anche di loro: vanno individuati, protetti e messi in condizione di far valere i propri diritti. Nessuno può essere lasciato indietro. Se il tavolo istituzionale confermerà le ragioni dei tagli saremo di fronte a una crisi che non nasce dal mercato ma da quanto emerso dalle indagini della Procura di Milano. Se si parla di responsabilità sociale d’impresa, è il momento di dimostrarla concretamente, non solo con i codici etici ma sedendo al tavolo con i lavoratori e le istituzioni».

Si tratta della stessa dinamica che è in atto a Prato, dove il sindacato Sudd Cobas sta tentando di portare i grandi marchi nelle trattative sulle crisi aziendali in seguito allo sfruttamento dei lavoratori nell’ultimo pezzo della filiera.

«Se i volumi produttivi vengono giustamente sottratti all’illegalità e fatti emergere nelle filiere delle griffe – dice la Filctem – anche i lavoratori impiegati nella produzione di questi volumi devono essere sottratti all’illegalità e fatti emergere». 
 

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