Il Tirreno

Versilia

Il caso

Tiglio crollato su una storica villa: Comune condannato a risarcire 30mila euro

di Pietro Barghigiani
Un albero caduto sul viale Apua a causa del maltempo (foto d’archivio)
Un albero caduto sul viale Apua a causa del maltempo (foto d’archivio)

Pietrasanta, ora il Municipio dovrà risarcire i proprietari di una dimora di lusso danneggiata dalla caduta dell’albero

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PIETRASANTA. Nessun monitoraggio sugli alberi che già negli anni precedenti presentavano segnali di un “malessere” che in due occasioni, nel 2020 con un ramo pesante e nel 2022 a pianta intera, franarono in un destino avverso contro il solito destinatario sulla recinzione di una villa di viale Apua. Sempre lo stesso bersaglio a subire i danni di un atterraggio degli alberi provocato dal cedimento delle basi.

Citato in giudizio dalla proprietà della dimora di lusso, il Comune è stato condannato dal Tribunale di Lucca (giudice Anna Martelli) a risarcire i privati con una somma che supera i 30mila euro (spese di lite incluse). È l’importo versato dai proprietari per ripristinare quello che i tigli avevano distrutto.

I danni maggiori erano stati quelli certificati poco dopo mezzogiorno del 29 giugno 2022. L’albero rovinò nel giardino della villa, soprattutto sul vialetto carrabile. Moglie e figlia del proprietario erano in auto e stavano per uscire dal giardino e per un soffio non vennero travolte dalla pianta. Furono distrutti il cancello d’ingresso, la rete di recinzione lato monte, i faretti per l’illuminazione del giardino, varie piante e cespugli ornamentali presenti nel giardino, una lastra di travertino, la base in pietra del cancello, vari danni al porfido del vialetto carrabile, una grata di scarico delle acque e il settore di irrigazione automatica dedicata alle piante danneggiate.

Chiamati sul posto gli agenti della polizia municipale per accertare il fatto, sul viale Apua arrivò anche il personale della Protezione civile per la rimozione dell’albero caduto. Un episodio che per la proprietà era un déjà-vu dal sapore di beffa. Il 24 luglio 2020, un grosso ramo di un tiglio era franato sulla recinzione, ma senza fare i danni dell’ultimo incidente. Pagate le fatture degli artigiani che avevano rimesso a posto recinzione e giardino, la proprietà ha fatto causa al Comune.

La sentenza

«Ritiene questo giudice provata la responsabilità dell’amministrazione comunale – quale ente preposto alla custodia ed alla manutenzione dei Tigli presenti sul viale Apua – per la causazione dei danni occorsi alla proprietà», si legge nella sentenza. «Invero, l’attore (proprietario, ndr) ha assolto l’onere della prova su di esso incombente, dimostrando sia l’effettiva verificazione degli eventi dannosi secondo la dinamica prospettata in citazione, sia il nesso eziologico tra la cosa in custodia (alberi) ed il danno lamentato alla propria proprietà». Per quanto riguarda la posizione del Comune, l’ente «non ha fornito alcuna prova liberatoria per esonerarsi da responsabilità. Anzi, dagli atti di causa è emerso che ha omesso di effettuare un diligente e periodico monitoraggio sull’albero che, già nell’anno 2006, presentava caratteristiche da tenere sotto controllo (apparato radicale “mediocre”, colletto “mediocre”, fusto e castello “mediocre”) che nel 2015 si erano ulteriormente aggravate (stato colletto “grave”)».

Primo piano
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