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Camaiore, il blackout rovina il pesce surgelato: azienda risarcita per il danno

di Pietro Barghigiani

	L'azienda costretta a buttare via il pesce surgelato (foto di repertorio)
L'azienda costretta a buttare via il pesce surgelato (foto di repertorio)

Il guasto avvenne durante il maltempo che colpì la Versilia nell’agosto del 2022: il cibo fu gettato via. Riconosciuti 43mila euro per le otto ore di interruzione della corrente

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CAMAIORE. Lo stop prolungato dell’energia elettrica condannò quintali di pesce a finire nei bidoni della spazzatura anziché sulle tavole dei ristoranti. Un danno rilevante per un’azienda attiva nella distribuzione alimentare che decise di fare causa al fornitore del servizio. Un’azione legale che il Tribunale di Lucca (giudice Antonio Mondini) ha ritenuto fondata condannando E-Distribuzione a risarcire la OneServiceGroup di Capezzano Pianore con 43mila598 euro, più 8mila di spese legali.

All’origine del contenzioso un blackout elettrico coincidente con un forte maltempo che colpì la Versilia, dalla costa all’entroterra, il 18 agosto 2022. Di fatto dalle 11 alle 19 nella zona industriale delle Bocchette ci fu un’interruzione del servizio di fornitura di energia elettrica. Un guasto pesante e prolungato che provocò la perdita di un’ingente quantità di pesce scongelato e altri generi alimentari. E, quindi, da buttare. Il personale dell’azienda più volte, via telefono e tramite Pec, sollecitò quel giorno E-Distribuzione, ma la corrente non tornò in tempo utile per salvare i prodotti. Quando macchinari e frigoriferi si riaccesero non c’era più niente da fare.

La controparte si è difesa sostenendo che, quando «le interruzioni dovute a cause accidentali o a causa di forza maggiore o comunque non imputabili al fornitore, non danno luogo a riduzione della somma dovuta per la fornitura né a risarcimento danni o a risoluzione del contratto" e che l’interruzione del servizio è derivata da "caso fortuito"». Un’argomentazione che non ha fatto breccia nel giudice che ricorda nella sentenza la scelta della ditta di «smaltire prodotti deterioratisi e non più commerciabili conservati all’interno delle proprie celle refrigeranti per un valore complessivo di 43.598 euro».

Oltre alle testimonianze del personale sull’azzeramento di qualunque fonte di elettricità in un arco temporale di 8 ore, il Tribunale dà valore anche al documento di trasporto, prodotto dalla società di distribuzione alimentare, «con indicazione per cui il destinatario è una "ditta specializzata" allo smaltimento, in cui sono elencati generi alimentari, per il suddetto valore e in cui si legge: "merce smaltita in seguito ad interruzione servizio energia elettrica avvenuto in data 18 agosto 2022"».

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