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Viareggio, riapre la storica libreria La Vela: il sogno di tre amici diventa realtà. L’inaugurazione e il progetto

di Simone Pierotti

	I nuovi titolari della libreria La Vela in via Garibaldi
I nuovi titolari della libreria La Vela in via Garibaldi

La scommessa di Natale Surace, Filippo Francesconi e Stefan Ostling: «Sarà un rifugio letterario»

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VIAREGGIO. Laddove c’era la cassa adesso c’è un bagno, obbligatorio per qualsiasi posto in cui viene consumato del cibo. Al piano di sopra, dove libri per bambini e ragazzi traboccavano dalle librerie a muro con gli scaffali in ferro, ora si può leggere un libro, studiare o lavorare al pc sorseggiando un caffè. Per il resto, non è cambiato niente. Nemmeno il nome: domenica (31 agosto) riapre la storica libreria La Vela in via Garibaldi a Viareggio, con una bella inaugurazione dalle 18 alle 20, grazie all’intraprendenza di tre viareggini. E la storia che li ha portati a ridare nuova vita a uno dei templi della cultura viareggina, già di per sé, varrebbe un romanzo. Era giusto un anno fa quando Natale Surace, Filippo Francesconi e Stefan Ostling - questi i nomi dei tre moschettieri, uniti dalla passione per il fantacalcio oltre a quella per saggi e romanzi - si ritrovarono senza lavoro, dopo l’improvvisa chiusura di un bar-libreria a Lucca in cui lavoravano.

«Un giorno passammo per caso davanti alla Vela mestamente abbandonata - ricorda Ostling - lì abbiamo unito i puntini ed è venuto fuori il progetto, un po’ come quei giochi sulla Settimana enigmistica». Un anno dopo, tutti e tre tornano a svolgere lo stesso lavoro, ma con una differenza fondamentale: «Là eravamo dipendenti, qui è casa nostra: arrivati nel mezzo del cammin di nostra vita dovevamo decidere cosa fare da grandi. Soprattutto, volevamo prenderci una responsabilità verso la città: crediamo nell’aggregazione, c’è bisogno di riscoprire la socialità».

Immaginate di rimettere piede, dopo un tempo indefinito, nei corridoi della Vela: i tavoli e gli scaffali sono gli stessi, di colore verde - e qui troveranno dimora tutti i generi letterari, così come l’editoria indipendente - così come la scalinata che porta prima al mezzanino e poi al piano superiore.

«Ma non chiamiamolo bar, è riduttivo - taglia corto Francesconi - grazie al WiFi che mettiamo a disposizione questo sarà un luogo di studio e lavoro, un rifugio letterario in cui ritrovarsi a parlare di libri e cultura: saremo aperti dalle 9 alle 20, faremo colazioni, pranzi, merende e aperitivi». Tantissimi i segnali di incoraggiamento arrivati: «La Vela è sempre stato un punto di riferimento per Viareggio - osserva Surace - molti, passando qui davanti e vedendo la saracinesca alzata, ci hanno fatto i complimenti o gridato un “Bravi!”. Soprattutto, erano contenti che riaprisse una libreria e non, ad esempio, una catena di negozi di abbigliamento. Gli amici che sono venuti a trovarci erano meravigliati: ognuno aveva dei ricordi legati a questo luogo. Aprire una libreria di questi tempi è un atto rivoluzionario? Devi credere in quello che fai». E chi legge, per citare un vecchio slogan della Vela stampato sui segnalibri, ha sempre il vento in poppa.

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