Il Tirreno

Versilia

Il caso

Festa alle boe a Forte dei Marmi: l’ordinanza (in cantiere), il vertice sindaco-capitaneria e gli scenari

di Gabriele Buffoni

	Un momento della festa
Un momento della festa

Dopo l’incontro in Prefettura, a giorni potrebbe arrivare il provvedimento: cosa è emerso dall’ultimo incontro

2 MINUTI DI LETTURA





FORTE DEI MARMI. Galeotto fu il prefetto. O meglio, l’incontro che già da giorni ieri mattina, 22 luglio, era in programma in Prefettura a Lucca per fare un punto sulla questione sicurezza in Versilia. È stata quella l’occasione per il sindaco di Forte dei Marmi Bruno Murzi di avere un primo confronto, faccia a faccia, con le forze dell’ordine – e in particolare la capitaneria di porto di Viareggio – per sottoporre alla loro attenzione la questione delle feste oltre le boe.

Cosa era successo

Il rischio infatti che eventi simili a quello di sabato – quando un gruppo di giovani è riuscito tramite i social a organizzare un raduno di barche poco oltre la linea delle boe, al largo del pontile di Forte, e a dare vita a una festa gratuita che dalle 12 si è protratta fino alle 19 (con musica a tutto volume che ha inevitabilmente infastidito chi, in spiaggia, era alla ricerca di relax e tranquillità) senza violare alcuna norma del codice della navigazione – si ripetano durante l’estate è sicuramente alto. Soprattutto alla luce del successo ottenuto con quello che è stato una sorta di esperimento, che pure è bastato a dividere la popolazione tra chi è favorevole alla novità e chi invece la ritiene uno strappo oltraggioso alla tradizione turistica fortemarmina. Il sindaco di Forte pare quindi intenzionato a scongiurare una simile eventualità.

Il vertice

«Nei prossimi due giorni ci confronteremo con la capitaneria e valuteremo quali margini ci sono per l’emissione di un’ordinanza e per i controlli che servono affinché abbia effetto – spiega Murzi – un precedente è quello del Comune di Acireale ma, già parlandone con i militari della capitaneria, sono emerse ordinanze firmate da altri sindaci in Italia. E anche provvedimenti presi dalle stesse capitanerie di porto per far sì che certi comportamenti non si diffondano».

Tutto, insomma, fa presumere che a giorni scatterà l’ordinanza anti-feste al largo. Ma i nodi da sciogliere non sono pochi. A partire dalla distanza “di sicurezza” da indicare nell’atto: i Comuni di Acireale, Palermo, Mazzara ma anche altri centri pugliesi e nel resto del sud Italia hanno indicato il limite di 500 metri dalla costa, ma considerando che già sabato le imbarcazioni che hanno preso parte alla festa si trovavano a questa distanza questo “cuscinetto” potrebbe non essere sufficiente.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano

La tragedia

Va a sbattere contro il guardrail e precipita nella scarpata: motociclista muore a 24 anni sulla strada della Futa

di Redazione Firenze
Turismo: le nostre guide