Aoup di Pisa, le liste d’attesa: quali sono le visite più critiche? Lo studio e le categorie
Il monitoraggio della Regione Toscana mostra un quadro complessivamente positivo per visite ed esami. Le maggiori difficoltà riguardano alcune prestazioni “brevi”, in particolare dermatologiche, ortopediche e neurologiche. Per la diagnostica, invece, i tempi sono quasi tutti nei parametri regionali
PISA. Ci sono tante caselle verdi nell’elenco dei tempi d’attesa delle visite e degli esami dell’Aoup: segnale che i limiti imposti dalla normativa regionale sono rispettati. Ma rimane una sorta di “zoccolo duro” di prestazioni che si confermano problematiche e per le quali ancora non si riesce a dare ai cittadini un servizio secondo i parametri previsti dalla Regione. La fotografia è quella scattata dal monitoraggio dei tempi d’attesa della Toscana e si riferiscono all’ultimo periodo disponibile, cioè quello del mese di agosto.
Quattro categorie
È necessaria una premessa di metodo per inquadrare in maniera corretta i dati che proporremo in seguito. Dal 2018 sono previste quattro categorie di tempi massimi a seconda della priorità che viene indicata sulla ricetta da parte del medico che prescrive l’esame o la visita. Il primo è quello delle prestazioni “urgenti”, da eseguire il prima possibile e comunque non oltre le 72 ore.
Ci sono poi quelle “brevi”, che devono essere soddisfatte entro dieci giorni. Seguono le “differibili” da eseguire entro 15-30 giorni per le visite ed entro 60 per gli esami e, infine, le programmate che hanno come tempo limite 120 giorni. Nel caso il medico non indichi alcuna priorità, vengono considerati i tempi delle “differibili”.
Le visite
Il versante che presenta la maggiore criticità è quello delle visite. Tutto, però, va considerato nelle dovute proporzioni. Innanzitutto perché tutte le prestazioni indicate come urgenti vengono soddisfatte entro il limite dei tre giorni. Situazione sovrapponibile per quelle “brevi”, dove si rimane sopra il 90% di soddisfazione dei tempi, con l’eccezione delle visite neurologiche e ortopediche che sono comunque oltre l’80%. Tutto verde anche per le prestazioni meno urgenti, quelle programmate.
Qualche problema c’è, invece, per la categoria delle visite “brevi”, dove si concentrano tutti i tempi di attesa non rispettati.
La situazione più critica, ad agosto, è quella della visita dermatologica, con il 15,38% delle prestazioni nei tempi. Seguono poi l’ortopedica (20,31%), la neurologica (21,32%), la ginecologica (25,89%), l’otorinolaringoiatrica (67,88%), l’urologica (68,1%) e l’oculistica (77,42%). Si tratta di prestazioni che storicamente fanno registrare performance meno soddisfacenti. E tutte – a eccezione delle visite otorinolaringoiatriche – fanno registrare un passo indietro rispetto ai dati complessivi dell’anno 2025.
Gli esami
Per quanto riguarda le prestazioni di diagnostica, la situazione è invece vicina al risultato ideale. Da inizio anno, infatti, sono stati ridotti i tempi di attesa anche di quei (pochi) casi che non soddisfacevano i parametri regionali.
Così, sempre prendendo a riferimento il mese di agosto, il colore rosso lo si registra solo per l’ecografia dell’addome di categoria “breve” e comunque è poco significativo perché relativo solamente a quattro casi.
Il piano della Regione
Bisogna ricordare che la riduzione delle liste d’attesa, un vero e proprio vulnus del diritto alla salute, è stata finanziata in maniera importante dalla Regione. Nella scorsa primavera, infatti, è stato deciso di mettere a disposizione 32 milioni di euro (a livello di tutta la Toscana), dei quali 1,84 milioni per l’Aoup e 400mila per la Fondazione Monasterio. Soldi che servono innanzitutto per finanziare le prestazioni aggiuntive del personale sanitario e per affrontare una richiesta di esami e visite nel settore pubblico che è in forte aumento: nel 2025 si parla di oltre il 40% in più.
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