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Livorno, sfondata l’auto della figlia del costruttore Stefano Frangerini: il sospetto del collegamento con gli Orti Urbani

di Stefano Taglione

	L'auto sfondata e Chiara Frangerini
L'auto sfondata e Chiara Frangerini

L’imprenditore: «Unica macchina presa di mira, quanto successo fa riflettere»

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LIVORNO. L’auto della figlia Chiara, ingegnera che siede nel consiglio di amministrazione dell’azienda, vandalizzata a pochi metri da casa, con un finestrino mandato in frantumi: «È stata l’unica presa di mira in zona – afferma al Tirreno Stefano Frangerini, a capo dell’omonima azienda di costruzioni – e quanto accaduto, alla luce della situazione degli Orti urbani, può ricondursi a una violenza personale. Non sta a me dirlo, ma quanto successo fa riflettere».

Il contesto della battaglia sugli Orti urbani

Un episodio, già denunciato alle forze dell’ordine, che arriva a poche ore dal giorno decisivo per la battaglia intrapresa dai cittadini sul polmone verde di via Goito. Lunedì 21 settembre alle 15, infatti, in municipio l’imprenditore si siederà per la prima volta allo stesso tavolo con il comitato, davanti al sindaco Luca Salvetti. È il confronto chiesto dal consiglio comunale – con la mozione di Buongiorno Livorno condivisa dalla maggioranza – e organizzato dopo settimane di proteste, manifestazioni, blitz nei cantieri e tensione attorno a quei sei ettari. Un appuntamento che arriva dopo il rinvio del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del prefetto Giancarlo Dionisi e l’incontro fra lui e una delegazione degli occupanti. L’inquilino numero uno del Palazzo del Governo ha indicato la strada dell’ascolto e della mediazione, mentre il primo cittadino ha definito il tavolo «un’opportunità» per mettere finalmente le parti una di fronte all’altra.

Le riflessioni di Frangerini sull’episodio

Frangerini non si sbilancia su ciò che potrebbe emergere dall’incontro, anche se non si esclude un suo passo verso le istanze del comitato, magari rivedendo i volumi complessivi e riducendo i cantieri (un palazzo anziché quattro? Sono solo ipotesi). Intanto riflette sul raid alla Bmw della figlia: «Essendo stata l’unica macchina presa di mira, può venire il dubbio che si tratti di qualcosa di personale – dice – ma non sta a me dirlo. È successo vicino all’abitazione e naturalmente porta a una riflessione». Paura, spiega, no. «Timore no, ma perplessità sì, se davvero ci fosse un collegamento. Il mio è un dubbio legittimo». E resta cauto, anche perché al momento non vi sono rivendicazioni né collegamenti: «Può anche essere una casualità. Non è possibile stabilire un nesso».

Un clima che non aiuta il dialogo

Il punto, per Frangerini, è che un episodio del genere «non depone per una situazione serena». E la tranquillità è proprio ciò che oggi il tavolo dovrà provare a ricostruire. «Noi siamo soggetti passivi – spiega – perché andiamo ad ascoltare e a recepire le indicazioni che ci vorranno indicare alla luce di questo dialogo, che spero possa essere costruttivo. Da parte nostra c’è sempre stata la massima disponibilità».

La domanda sulla disponibilità dell’azienda

La domanda, naturalmente, è fino a dove possa arrivare questa disponibilità. Il progetto da lui presentato prevede quattro edifici all’interno di una trasformazione che – secondo il costruttore – lascerebbe comunque all’uso pubblico gran parte dei terreni. Il comitato chiede invece di azzerare il consumo di suolo e di salvaguardare integralmente gli orti.

Possibili spiragli di trattativa

Ed è qui che potrebbe aprirsi uno spiraglio per la trattativa. Non c’è, almeno al momento, una proposta ufficiale di modifica del progetto e non è detto che oggi arrivi. Ma sul tavolo potrebbero finire anche ipotesi diverse rispetto ai quattro edifici previsti. Una, tutta da verificare e che resta al momento soltanto un’ipotesi, potrebbe essere quella di ridurne il numero. Sarebbe un punto di partenza diverso rispetto alle posizioni finora espresse, ma non significa che sia già una soluzione sul tavolo né che Frangerini abbia annunciato di volerla accettare.

La posizione pubblica dell’imprenditore

L’imprenditore, del resto, nei giorni scorsi ha difeso pubblicamente il progetto parlando di un «ecoquartiere» e sottolineando la quota di area destinata a verde. «L’argomento» dell’incontro di oggi – le sue parole – «riguarderà analisi di natura più operativa e legate alla coesistenza. Siamo aperti al dialogo. È importante costruire un rapporto sano, che dovrà portare a un confronto sano».

Il ruolo del Comune e la necessità di un punto di partenza comune

Bisognerà trovare un punto di partenza comune, dato per assodato che quei volumi edificabili, salvo clamorose sorprese, non saranno spostati in altre aree. Da una parte il comitato, che ha fatto sapere di essere disposto a lasciare se venisse garantita la sua destinazione a verde pubblico; dall’altra Frangerini, che ha acquistato all’asta i terreni e ha già presentato una propria ipotesi progettuale. In mezzo il Comune, che dovrà cercare di tenere insieme piano operativo, diritti edificatori e tutela del verde.

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