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Viareggio, chiude la storica autofficina dei vip: fra i clienti anche Mina, Moratti e Maldini

di Claudio Vecoli
L'attività in una foto storica
L'attività in una foto storica

Aperto nel 1950 è stato per 75 anni un punto di riferimento per gli automobilisti. L’ultimo proprietario: «Cresciuta insieme a tutta la Darsena»

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VIAREGGIO. Era l’autofficina di fiducia di Mina, quando veniva in vacanza in Versilia e faceva tappa a Viareggio. Ma anche di Massimo Moratti, che la Darsena la frequentava quando saliva a bordo della sua barca ormeggiata in porto. O della famiglia Maldini, con papà Cesare prima e il figlio Paolo poi che d’estate a Viareggio erano di casa. E se c’era da fare un controllino alla sua Bmw, anche Piersilvio Berlusconi faceva tappa qui e lasciava l’auto nelle loro mani sicure. Dopo 75 anni di attività, da gennaio l’autofficina Pecchia sul viale dei Tigli ha chiuso i battenti. Per sempre.

La storia

Una storia, quella dell’unica officina meccanica della Darsena “storica”, che inizia nel lontano 1950, quando Ivo Pecchia e il cugino Giuseppe decidono di lanciarsi nel mondo dei motori. Una vera e propria scommessa, la loro, visto che all’epoca il parco auto circolante era ancora estremamente ridotto e legato ad una clientela di alta fascia. I due Pecchia, però, hanno la vista lunga e capiscono che quello che ruota intorno all’auto è un mercato destinato ad avere un futuro radioso. E così, sfruttando gli spazi di un grande giardino, decidono di aprire il garage Pecchia. La scommessa si rivela ben presto vincente. Gli affari vanno bene e l’attività cresce di pari passo con il boom economico che travolge l’Italia.

I due cugini decidono così di affiancare all’attività di officina anche quella di pompa di carburante. E aprono un distributore con il marchio Dea proprio di fronte all’ingresso dell’autofficina. «Eravamo aperti 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno – ricorda Vezio Pecchia, ultimo proprietario dell’officina e figlio di Ivo – perché all’epoca non esistevano certo i self service e noi, essendo una officina, garantivamo il servizio di soccorso stradale giorno e notte. Ma Ivo e Giuseppe Pecchia non si fermano. E dopo officina e distributore, diventano anche autorimessa, con un pullman e alcune auto a noleggio.

L’attività

Le cose continuano ad andare bene e l’attività si amplia. Siamo nella metà degli anni Sessanta e il Garage Pecchia si allarga ancora acquistando un fondo confinante e garantendosi un affaccio anche sulla via Coppino. Cresce anche il numero dei dipendenti e fra loro si mette in luce anche Giorgio Picchi, che negli anni Ottanta entra in società con i Pecchia (resterà in azienda fino a pochi anni fa, quando andrà in pensione). Nel frattempo si affaccia in officina anche Vezio, all’epoca poco più che adolescente. Dopo qualche estate come “ragazzo di bottega” e dopo aver preso il diploma di ragioniere, affianca il padre Ivo al lavoro, prendendo pian piano in mano le redini dell’azienda. Il garage Pecchia cresce ancora e diventa officina autorizzata di Citroen e Suzuki. Ma, soprattutto, diventa un punto di riferimento per la città. «Quante auto sono passate da qui? Impossibile fare un conto», confessa Vezio Pecchia.

Una storia che adesso si chiude. I due figli di Vezio Pecchia – Matteo, il più grande, e Monica, la più piccola – hanno infatti preso strade diverse. E così, arrivata l’età della pensione, le grandi vetrate dell’officina con il nuovo anno si sono chiuse definitivamente. «L’officina – ricorda – è cresciuta insieme alla Darsena. Dove siamo adesso, un tempo c’era soltanto un tabacchino e, dove ora sorge il ristorante Gabbiano, un bar. Di questi 75 anni restano però molti ricordi e grandi soddisfazioni. Tanti i clienti che abbiamo aiutato quando si sono ritrovati con l’auto in panne in piena notte o che siamo andati a “salvare” sotto la pioggia battente. E qualcuno, a distanza di molti anni, ancora ci manda gli auguri per Natale». 

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