«Undici furti nelle case in 12 giorni»: condannata la banda. I colpi contestati (con le date) e chi sono
Per due fratelli viareggini e due complici pene da 4 a 6 anni di reclusione
VIAREGGIO. Era partito tutto da un appartamento di via Ascoli, una strada parallela a viale Boccaccio, a Livorno. È la mattina dell’11 ottobre del 2023 quando una donna livornese di 87 anni, da sola in casa, riceve la visita di un falso addetto del gas, che con la scusa di un controllo si fa aprire due casseforti e consegnare, in un sacchetto, 30.000 euro in gioielli. Per darsi alla fuga prima dell’arrivo dei carabinieri. Ma il ladro non aveva fatto i conti con l’impianto di videosorveglianza: in una stanza, dove c’è la lavatrice, una telecamera lo aveva ripreso. Mascherina anti-Covid abbassata, volto riconoscibile.
Le condanne
È da qui che sono partite le indagini che, proprio due giorni fa, in tribunale a Livorno hanno portato alla condanna in rito abbreviato di Mauro e Valentino Dellachà (31 e 28 anni, viareggini, entrambi cinque anni di reclusione, il primo con una multa da tremila euro e il secondo da duemila), del quarantacinquenne Diego Moscatelli (sei anni di reclusione e seimila euro di multa) e del ventottenne Giuseppe Bianchi (quattro anni, un mese e dieci giorni, oltre a tremila euro di multa). La sentenza è stata letta in camera di consiglio dal giudice per le indagini preliminari Antonio Del Forno, con la pubblico ministero Alessandra Fera titolare dell’inchiesta, delegata ai carabinieri nucleo operativo della Compagnia di Livorno, diretti dal maggiore Guido Cioli, che per i loro accertamenti hanno agito anche fuori provincia, aiutati dai colleghi pisani e spezzini.
I colpi
Secondo i militari dell’Arma i quattro – un barista, un impiegato nel ramo delle pulizie e due disoccupati, che però secondo quanto ricostruito operavano nell’ambito del recupero dei metalli – avrebbero messo a segno «undici furti in casa nelle provincie di Livorno, Pisa e La Spezia fra il 7 e il 19 dicembre del 2023».
In un’abitazione di San Giuliano Terme, nel Pisano, con un flessibile sarebbero riusciti ad aprire la cassaforte e a rubare gioielli e penne di valore, non disdegnando nemmeno di arraffare l’ultimo modello di un aspirapolvere (un Folletto).
Il 19 dicembre, a Livorno, dopo aver messo a soqquadro tutto, avrebbero portato via una cassaforte dal muro di un appartamento con tutto il contenuto di gioielli e soldi, per un valore di 35.000 euro.
Gli altri furti a La Spezia il 7, il 9 e l’11 dicembre, a Cascina (Pisa) il 12 e il 18, e a Santo Stefano Magra (sempre nello Spezzino) il 14, con un ingente bottino fra oro e contanti che in totale – secondo l’accusa – si sarebbe aggirato sui 200.000 euro.
Solo in due casi i colpi non sarebbero andati a buon fine. In una circostanza, infatti, sarebbero riusciti a tagliare la cassaforte in una casa della Spezia, il 7 dicembre, ma l’arrivo della moglie del proprietario li ha costretti alla ritirata. Nell’altra occasione, due giorni dopo e sempre nella città ligure, si sono dovuti accontentare di due controller di una consolle. Per scoprirli, i militari dell’Arma, avevano monitorato anche alcuni conti corrente.
