Forte dei Marmi, frasi choc del candidato Bramanti su Facebook: «Me ne vergogno, sono cambiato»
L’avvocato Dori pubblica i post scritti nel 2015 dal rappresentante di “Amo Forte”. Che fa il mea culpa
FORTE DEI MARMI. Quando la memoria delle persone è corta, a supplirvi, ormai, c’è quella eterna di internet, dove alla fin fine quello che si scrive, prima o poi, riemerge sempre. E a incendiare la campagna elettorale fortemarmina, in questi giorni, c’è proprio un’operazione di recupero di testimonianze dai social. A metter mano a questi post d'annata è stata Paola Dori “Luksemburg”, attivissima da sempre su Facebook, di professione avvocato, dalla penna e dalle motivazioni sempre molto accattivanti, perfino quando non si condividono, e alla quale evidentemente stride, al pari di molti altri del resto, che un giovane che si sia lasciato andare ad affermazioni razziste e politicamente nient'affatto corrette si candidi ora in “Amo Forte”, a fianco di Umberto Buratti. Paola Dori, peraltro, doveva essere una dei candidati di Murzi di cinque anni fa, ma poi per varie ragioni non se ne fece nulla. Adesso, l’avvocato Dori ha ritrovato su Facebook una serie di affermazioni di Davide Bramanti, uno dei candidati che saranno in lista con “Amo Forte”, risalenti a circa sette anni fa. Bramanti era già finito nel mirino giorni addietro anche per essere stato definito, sempre sui social, “figlio di Giampaolo” riferendosi al padre attuale consigliere d’opposizione a Murzi.
Certo le frasi ritrovate e che in un attimo tornano a svolazzare sui social sono davvero indigeste. Si va dal più scontato dei razzismi anti immigrati (“Prima di fare qualcosa governo di m... Aspetta che entrino in Italia anche loro ci vogliono sterminare, Ma possibile che gli facciamo fare il c...o che vogliono!!”) che si conclude con un “Dov'è Benito risorgi per favore!”, fino al livore per le cooperanti di pace Greta Ramelli e Vanessa Marzullo rapite in Siria e poi liberate (“Cretine vi lasciavo io in Siria… Intanto 20 miliioni per finanziare i terroristi glieli abbiamo dati! Grande Italia!! Altra grande prova”). Il catalogo però è ampio e ci sono anche un esplicito “Rom fuori dai coglioni” e un non meno chiaro “Greta Thumber vaffanculoooooo!”. Frasi che fanno scrivere a Paola Dori nel suo lungo intervento: «Deve essere stata certamente la Bestia Social Salviniana, perché Davide Bramanti, e ne sono sicura, è uomo d'onore» (shakespearianamente, aggiungiamo noi). E anche il fatto che Bramanti sia adesso nella lista che sostiene come sindaco un parlamentare Pd dovrebbe sollevare, secondo l’avvocato Dori, molte perplessità in altri «uomini d'onore» (sempre Shakespeare...) da quelli che ogni anno salgono a Sant'Anna di Stazzema per ricordare quel drammatico 12 agosto 1944, a quelli che ricordano sempre e senza alcun cedimento il 25 aprile 1945, la resistenza partigiana e la vittoria sul nazifascismo, a quelli «che hanno fatto muro contro quella campagna leghista di odio, di sfida e di provocazione razzista con i loro corpi, con le loro coscienze, con il loro rigore morale e con la loro diga democratica in difesa del principio di uguaglianza sostanziale e senza alcuna discriminazione» e compresi «quelli che non hanno accettato un maldestro, inopportuno e provocatorio saluto fascista da parte di alcuni del pubblico presente in consiglio comunale al voto favorevole dell'uscita di Forte dei Marmi dall'Unione dei Comuni nel 2019, giustificato con la scusa dello scherzo un po' maldestro, ma goliardico e liberatorio».
Immediata, naturalmente la replica di Davide Bramanti: «Il recupero dei vecchi post che pubblicai su Facebook nel 2015 – spiega – mi ha messo fortemente in imbarazzo perché avevo completamente cancellato quel periodo della mia vita. Chiedo scusa pubblicamente per ciò che scrissi sette anni fa, me ne vergogno e rinnego tutto ciò che ho scritto. Era un periodo nel quale la mia lucidità aveva lasciato posto a posizioni estreme poiché ero stato aggredito in un parco di Milano e questo aveva fatto scaturire in me posizioni dettate dalla paura per me e per gli altri. In sette anni sono cambiato molto, sono cresciuto e ho elaborato posizioni decisamente diverse rispetto al passato. Sono diventato una persona moderata e che vede la vita e la politica in modo diverso e le tante persone che mi conoscono lo sanno bene. La mia preoccupazione adesso – conclude Bramanti – non è il giudizio che le persone possono esprimere su di me ma che tutto questo possa ricadere sulla lista e su Umberto Buratti. Non posso davvero accettare che frasi sciocche e ignobili che scrissi nel passato e che non mi rappresentano più possano condizionare il percorso di una lista che tanto apprezzo con persone che stimo, condizionare il percorso di una lista che tanto apprezzo con persone che stimo».
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