Il Tirreno

Versilia

«Non so come faremo Temo che così la situazione peggiori»

G.B.
«Non so come faremo Temo che così la situazione peggiori»

30 dicembre 2021
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Nel giro di tre minuti e mezzo, il telefono della farmacia Versiliana di Capezzano Pianore squilla almeno sei volte. Risponde, riaggancia, squilla di nuovo.

«È sempre così ormai, una costante: e siamo già pieni di appuntamenti fino a mercoledì prossimo. Non sappiamo più come fare per gestire questa situazione».

Le parole di Camilla Ghia, farmacista e figlia della titolare Magda Zanoni nonché responsabile dei tamponi processati dalla Versiliana, scattano una istantanea del momento di crisi dell’intero sistema. Una crisi destinata a peggiorare con l’aumento di richieste per i tamponi rapidi.

«La situazione è già al limite adesso, e noi facciamo i tamponi solo su prenotazione – racconta la farmacista – se accettassimo chiunque si presenti sarebbe ingestibile. Avremmo code chilometriche. Già così ci aggiriamo sui 150 tamponi al giorno, e ad eseguirli sono solo io con l’aiuto di una o due infermiere, quando riescono. Fortunatamente – spiega – abbiamo avuto a disposizione fin dall’inizio della pandemia, essendo stati tra le prime farmacie ad attivare il servizio, un piccolo spazio all’esterno dove abbiamo predisposto un gazebo per eseguirli. Altrimenti la normale attività della farmacia sarebbe stata impossibile da portare avanti».

Con la nuova normativa regionale cresce il rischio che il caos delle richieste dilaghi. «Non so come riusciremo a gestire una situazione del genere – ammette Ghia – questo nuovo decreto non fa che lasciare le persone ancora più abbandonate a loro stesse. Già è capitato – racconta – che un paio di persone si siano presentate qui da noi, dopo essere risultate positive al tampone fai da te, per avere la certificazione della quarantena: ammettendo il tampone rapido anche per questi casi si aggiunge un carico di lavoro eccessivo sulle farmacie, saremo costretti a dire di no a tanti che ci richiedono il tampone. E temo che questo porti più persone a non dichiarare la propria eventuale positività al virus».



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