Il Tirreno

Versilia

l’inchiesta sui fanghi velenosi 

Nessun campionamento previsto dalla Regione sul terreno di Massarosa

30 aprile 2021
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Massarosa. Da una parte verranno fatti campionamenti da Arpat nei pozzi privati su richiesta dei cittadini, dall’altra però non è previsto alcuna verifica sul terreno di via Duccini entrato nell’inchiesta di presunti sversamenti illegali di fanghi tossici. È quanto emerge dalla stessa agenzia regionale per l’ambiente che, interrogata sul fatto se esista una programmazione di verifiche sul campo di Massarosa risponde che «Arpat non ha alcuna informazione su prelievi o verifiche» nel terreno di Pioppogatto. All’incontro con Regione Toscana ed Arpat, al quale ha partecipato l’assessore all’ambiente Michela Morgantini, è stato annunciato da parte di Firenze un piano di analisi gratuite a disposizione dei privati per i pozzi d’acqua. Ma ancora da Massarosa non sono arrivate richieste. Le analisi possono essere svolte in un raggio chilometro congruo dal presunto sversamento e quindi dalla causa di inquinamento. A inizio settimana una collaborazione tra Comune e il privato interessato all’area ha portato a una serie di campionamenti sul terreno. I risultati saranno pronti, secondo le dichiarazioni del sindaco, la prossima settimana.

Secondo quanto fanno sapere dalla Regione, le analisi che svolgerà Arpat sono prenotabili al numero verde 800 800 400 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e il pomeriggio dal lunedì al giovedì dalle 14 alle 18 e possono effettuarle gratuitamente i privati che hanno pozzi in prossimità dei terreni in via Duccini, ossia nel raggio di 250 metri. Saranno presi in considerazione i parametri legati ad un possibile inquinamento da fanghi tossici e quindi rilevata la presenza o meno di metalli pesanti.

«Seguiamo ogni passaggio fin dall’inizio con la massima attenzione – commenta il sindaco Alberto Coluccini – facendo le azioni necessarie sia sul fronte legale che di tutela della salute e dell’ambiente, senza dimenticare i progetti di sviluppo economico dell’area».

Quello del campo di via Duccini è solo un risvolto versiliese nell’inchiesta della Dda di Firenze sulle presunte infiltrazioni della ’ndrangheta in Toscana. Secondo l’accusa, in quel campo soggetto a riempimento, sarebbero stati sversati in maniera illegale circa 3.300 metri cubi di materiale pericoloso chiamato Keu, cioè ceneri di risulta dei fanghi delle concerie del Valdarno. —

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