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Pardini (Udc): «Serve più sicurezza»

Pardini (Udc): «Serve più sicurezza»

Il consigliere fa un bilancio dell’estate e boccia la gestione dei rifiuti

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LIDO DI CAMAIORE. «Un’altra estate trascorsa tra proclami e nessun intervento risolutivo da parte dell'Amministrazione Del Dotto: questo potrebbe essere il resoconto della stagione estiva 2016 a Lido di Camaiore». Lo sostiene con forza Pier Francesco Pardini, esponente dell’Udc camaiorese ma anche imprenditore nel settore balneare vittima di vandalismi e furti nel corso dell’estate che volge oprmai al termine. Pardini punta il dito contro «le problematiche emerse nella nostra frazione rivierasca, a partire dalla Fossa dell'Abate, i cui problemi di inquinamento non sono stati ancora risolti. In questi mesi la balneazione è stata salvata solo dall'assenza di pioggia».

«La raccolta differenziata a Lido - aggiunge - costata ai cittadini oltre 1 milione di euro in più, ha dimostrato tutte le sue carenze, con un servizio scadente e mal gestito. Nei mesi scorsi c'è stata tolleranza zero per quelle attività che per motivi logistici hanno anticipato di qualche ora l'esposizione dei rifiuti e che sono state implacabilmente multate e non si è fatto nulla per i ritardi da parte di Sea, che spesso ha posticipato di mezza giornata il ritiro, lasciando Lido in balia dei rifiuti. La gestione delle piste ciclabili, che doveva essere il fiore all'occhiello dell'attuale amministrazione, è stata spesso drammatica, come denunciato più volte da cittadini e turisti: il lunedì mattina, in occasione del mercato settimanale in Passeggiata, la pista ciclabile, a causa dell'ingombro di mezzi e cartelli, era spesso ridotta a 40 centimetri, con i conseguenti pericoli».

«Ma l'aspetto sicuramente più preoccupante - conclude Pardini - è la mancanza di sicurezza sul nostro territorio: di fronte al continuo aumento di episodi di micro - criminalità, sia nell'entroterra che a Lido, l'Amministrazione Del Dotto è rimasta immobile e incapace di intervenire. Le tante richieste da parte di cittadini e associazioni per una maggiore sicurezza, video - sorveglianza e altre misure sono rimaste inascoltate. Questo è un problema non più procrastinabile, prima che si trasformi in una vera e propria emergenza».

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