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Cpr in Toscana, Piantedosi ha deciso: si farà ad Aulla – Il luogo scelto, i dubbi e la pioggia di no

di Libero Red Dolce

	Da sx il ministro dell'Inerno, Matteo Piantedosi e il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani
Da sx il ministro dell'Inerno, Matteo Piantedosi e il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani

La comunicazione del ministro dell'Interno al governatore della Toscana, Eugenio Giani sul centro per il rimpatrio che deve sorgere in Toscana

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AULLA. Del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi non si avevano notizie significative da quando la giornalista Claudia Conte aveva resa pubblica la loro relazione. Una difficoltà da gestire in più per un governo Meloni impegnato a leccarsi le ferite del post-referendum e alla ricerca di un nuovo posizionamento internazionale, mentre la vicinanza con il presidente Usa Trump assumeva sempre più i connotati della trappola che quelli dell’opportunità.

La lettera a Giani

Il ministro però c’è e sceglie di tornare a far parlare di sé con una comunicazione alla Toscana, da mesi uno degli avversari più ostinati della compagine meloniana. Una breve lettera indirizzata al presidente Eugenio Giani: il Cpr in Toscana si farà e sorgerà ad Aulla, nella frazione di Pallerone. Quando? «Sono in corso verifiche di fattibilità». Quella del centro di permanenza per i rimpatri, al fianco di quelle sulle leggi del Fine Vita e salario minimo e il dimensionamento scolastico è uno dei tanti fronti aperti tra la Regione guidata dal centro-sinistra e il governo. Più volte vari esponenti della giunta regionale si erano espressi contro l’obiettivo, più volte ribadito dallo stesso Piantedosi, di aprire un Cpr in ogni regione per facilitare e aumentare il numero dei rimpatri dei cittadini stranieri irregolari.

Giani: «Grande errore»

Dopo il primo no categorico di Giani, risalente al 2023 – «non darò l’ok a nessun Cpr in Toscana. Si stanno prendendo in giro gli italiani perché il problema dell’immigrazione è come farli entrare e accoglierli, non come buttarli fuori» – l’argomento era tornato a emergere senza mai concretizzarsi. Oggi, a fronte di una decina di centri esistenti, il piano prevede l’apertura di nuove strutture. Ed è arrivata l’accelerazione ad Aulla. Con conseguente fuoco di sbarramento. Giani è duro, anche sulla scelta del luogo: «Ritengo questa ipotesi un grande errore, La Lunigiana è un’area di straordinaria bellezza, ma anche estremamente delicata sotto il profilo ambientale, collocarlo lì è un vero e proprio oltraggio. Per quanto nelle mie possibilità istituzionali, mi opporrò a questa ipotesi e continuerò a sostenere la necessità di soluzioni diverse».

Le reazioni

L’ipotesi di un centro ad Aulla non è affatto nuova, circola dalla fine del 2023. E per ben due volte il consiglio comunale aveva espresso parere negativo all’unanimità. Sul punto è netto anche il sindaco Roberto Valettini, recentemente eletto anche presidente della Provincia di Massa-Carrara con i voti della destra che ora propone il Cpr. «L’amministrazione comunale si è espressa in maniera chiara, purtroppo certe scelte passano sopra la volontà delle amministrazioni. Trovo veramente originale, direi di ostica comprensione, la scelta di collocarlo sul nostro territorio». Gli fa eco l’assessora Alessandra Nardini, che ha la delega all’Immigrazione: «Ribadisco forte e chiara la mia netta contrarietà. I CPR sono luoghi che negano diritti e dignità, e non dovrebbero esistere né in Toscana né altrove. Servono investimenti su politiche sociali e mediazione culturale, progetti di intercultura nelle scuole e misure per favorire inclusione sociale e lavorativa come quelli che portiamo avanti in Toscana». Di scelta «grave e sbagliata» parla anche il segretario regionale del Pd, Emiliano Fossi. «La Toscana ha una tradizione diversa, basata su accoglienza diffusa e integrazione», sostiene. Benché il governo abbia l’ultima parola in merito, anche la scelta del luogo potrebbe presentare delle difficoltà: bisognerà fare delle verifiche sulla metratura che serve per un complesso del genere. Per compensare l’apertura del Cpr il governo forse valuterà di ridurre le presenze nei Centri di accoglienza straordinaria presenti sul territorio.

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