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Spiagge, aste entro giugno 2027: cosa cambia per i balneari e il meccanismo degli indennizzi

di Matteo Tuccini

	Una veduta di Viareggio
Una veduta di Viareggio

La sentenza del Consiglio di Stato detta tempi e regole ai Comuni. Previsti indennizzi solo per gli investimenti non ammortizzati e documentati

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Con una nuova sentenza pubblicata ad agosto, Palazzo Spada conferma, a scanso di equivoci, che le concessioni balneari dovranno essere riassegnate obbligatoriamente entro il 30 settembre 2027.

L’anno che si apre davanti ai Comuni non rappresenta una proroga, ribadiscono i giudici, ma un periodo tecnico compatibile con le richieste dell’Unione Europea, ritenuto necessario per completare tutti gli adempimenti burocratici e amministrativi.

Si tratta di un termine ultimo e perentorio. È ammesso uno sforamento fino al 31 marzo 2028, ma soltanto in presenza di circostanze eccezionali e per ragioni oggettive.

Bandi delle spiagge entro il 30 giugno 2027

I Comuni, dunque, non possono aspettare. Il 30 settembre 2027 viene considerato dal Consiglio di Stato una scadenza ravvicinata e con una funzione esplicitamente “acceleratoria”.

I bandi per la riassegnazione delle concessioni demaniali marittime dovranno essere pubblicati almeno sei mesi prima e, comunque, entro il 30 giugno 2027.

Tradotto sul piano pratico, significa che entro la prossima primavera le amministrazioni comunali dovranno aver avviato le procedure per mettere a gara le concessioni demaniali marittime presenti sul proprio territorio.

E quando si parla di “entro” si fa riferimento proprio all'interpretazione del Consiglio di Stato: non esiste oggi alcuna norma che impedisca ai Comuni di avviare immediatamente le gare.

Il rischio di ricorsi contro i Comuni

A nulla vale, secondo i giudici, neppure l'assenza di una disciplina nazionale definitiva che regolamenti nel dettaglio le procedure di gara e che il Governo non ha ancora adottato.

Il Consiglio di Stato sottolinea infatti che è possibile contestare davanti al giudice amministrativo il mancato avvio delle procedure a evidenza pubblica.

Per le amministrazioni locali si apre quindi anche un possibile fronte giudiziario, con il rischio di ricorsi da parte di chi ritenga illegittimo il mancato avvio delle gare.

Concessioni balneari, come funzionano gli indennizzi

Un altro punto centrale della sentenza riguarda gli indennizzi richiesti dai concessionari uscenti.

Secondo i giudici amministrativi, il passaggio di gestione di uno stabilimento balneare non comporta automaticamente il riconoscimento di un risarcimento economico.

Saranno riconoscibili gli investimenti non ancora ammortizzati effettuati negli ultimi cinque anni, ma soltanto sulla base di una documentazione precisa e circostanziata.

Chi non sarà in grado di dimostrare gli investimenti effettuati e le relative quote non ammortizzate, dunque, non avrà diritto all'indennizzo.

Cosa succede agli stabilimenti alla scadenza

C'è poi un'altra questione particolarmente delicata: quella delle strutture presenti sul demanio marittimo.

A concessione scaduta, le strutture considerate non rimovibili passano allo Stato. Il Governo, infatti, non ha modificato il cosiddetto articolo 49 del Codice della navigazione, nonostante in passato fosse stata annunciata una possibile revisione della norma.

Anche su questo fronte pesa il rapporto con l'Europa, che resta tutt'altro che favorevole a soluzioni in grado di ostacolare il nuovo sistema di assegnazione delle concessioni.

Le gare delle spiagge e la situazione in Italia

La sentenza del Consiglio di Stato non introduce, nel merito, una rivoluzione rispetto al quadro già delineato. Il suo significato principale è però quello di ribadire con chiarezza che, allo stato attuale, non esiste una normativa italiana o europea che differisca o impedisca l'avvio delle gare.

Le concessioni oggi nelle mani degli stabilimenti balneari – non tutte, visto che alcune sono state rinnovate negli anni scorsi – sono quindi destinate a esaurirsi nel prossimo periodo.

Dovrà essere prevista una fase di transizione per garantire la riapertura regolare degli stabilimenti nella primavera 2027, salvo i casi in cui il gestore uscente risulti nuovamente assegnatario della concessione attraverso la gara.

Toscana, i Comuni chiamati ad accelerare

Finora le riassegnazioni delle concessioni sono procedute a macchia di leopardo. È accaduto all'Isola d'Elba, in Liguria e in Veneto: in diversi casi i precedenti concessionari sono rimasti al loro posto, mentre altri Comuni hanno scelto di revocare le concessioni e annunciato l'intenzione di trasformare alcune aree in spiagge libere.

In Toscana, le amministrazioni con il maggior numero di stabilimenti balneari, a partire dai Comuni della Versilia, sembrano invece orientate a prendere tempo.

Ma il messaggio arrivato da Palazzo Spada è netto: per le gare delle concessioni balneari, di tempo non ce n'è più.


 

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