Il Tirreno

Livorno

Alta tensione

Blitz anti-Frangerini degli attivisti in 3 cantieri. L’imprenditore chiede l’intervento del prefetto

di Juna Goti e Flavio Lombardi
Blitz anti-Frangerini degli attivisti in 3 cantieri. L’imprenditore chiede l’intervento del prefetto<br>

L’accusa: «Non rispetta le norme». La replica: «Caccia alle streghe, ma andiamo avanti tutta»

5 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. La febbre sale. E insieme alla temperatura cresce anche la tensione attorno agli orti urbani di via Goito. Tra le 14 e le 15 di ieri gli attivisti del comitato hanno messo in atto un blitz simultaneo in tre cantieri riconducibili a Frangerini, inaugurando quella che hanno definito la campagna di «controllo popolare».

Hanno raggiunto il cantiere per la nuova palestra comunale alla Scopaia, il ribattezzato Cubone; poi un cantiere gestito dall’impresa Frangerini per un impianto di trattamento delle acque, a Nugola; e infine i lavori di ristrutturazione dell’ente Cassa edile e Scuola edile, in Coteto (che in realtà, è stato poi precisato dall’impresa, non sono in appalto a Frangerini, che dell’ente è uno dei volti di riferimento).

Le accuse del comitato

Il comitato ha poi pubblicato sulla pagina degli orti urbani le foto dei blitz fatti a suon di striscioni, accompagnate da un lungo intervento per denunciare che in due siti su tre, alla Scopaia e in Coteto, «abbiamo trovato operai al lavoro all’esterno, nonostante l’ordinanza del presidente Giani», il presidente della Regione Toscana, «che impone lo stop del lavoro all’aperto dalle 12.30 alle 16 nelle giornate a rischio alto indicate dal sito istituzionale worklimate». E «oggi è considerata giornata da bollino rosso».

Il comitato ha poi puntato il dito sul sistema degli appalti, scrivendo che «da visura aggiornata» nella ditta Frangerini «risultano assunti solo 27 operai»: «Gli altri? Appalti esterni?». «Produrremo un dossier – hanno aggiunto nel passaggio successivo – sulle condizioni di lavoro nelle ditte in appalto. Sulle modalità di pagamento da parte della società Frangerini e sulla gestione dei suoi cantieri». Anticipando che al blitz seguiranno segnalazioni ad Asl e Ispettorato.

Una crociata contro la storica impresa livornese che si è aggiudicata all’asta i sei ettari di via Goito, rimasti per quattordici anni al centro dell’occupazione nata negli anni della cooperativa Clc (poi fallita) contro la costruzione di nuovi palazzi.

Comune nel mirino

Nel mirino del comitato è finito di nuovo anche il Comune, soprattutto per il cantiere della palestra alla Scopaia. «In un suo cantiere – hanno scritto – si lavora senza il rispetto delle normative. Va tutto bene?», hanno chiesto gli attivisti, chiamando in causa anche l’assessore Federico Mirabelli.

«Siamo stati gentili...»

Il comitato lega chiaramente questa offensiva alla battaglia contro il progetto previsto nell’area di via Goito e contesta in sostanza a Comune e impresa di «giustificarlo» richiamando la legalità, ma senza poi «rispettare i diritti dei lavoratori e le normative di sicurezza».

Parole pesanti, precedute da una frase che non passa inosservata: «Siamo stati gentili questa volta. Ma l’attività di controllo popolare in tutti cantieri Frangerini proseguirà nei prossimi mesi».

La ditta: «Basta falsità»

Passa poco tempo e questa volta anche l’Impresa Frangerini decide di rispondere pubblicamente attraverso la sua pagina ufficiale. Lo fa con una nota dal titolo: “Basta con le ricostruzioni false”. «Frangerini Impresa – la replica – ritiene necessario intervenire nuovamente per ristabilire la verità dei fatti di fronte a una campagna che sta assumendo sempre più i caratteri di una vera e propria caccia alle streghe e scorretta denigrazione. Sulla pagina social degli orti urbani sono state pubblicate immagini scattate all’interno o in prossimità di aree private e cantieri, associandole direttamente o indirettamente alla nostra impresa».

E viene precisato che: «nei cantieri indicati non vi erano attività operative esterne in corso di esecuzione contrariamente a quanto dichiarato»; «i lavori edili presso il cantiere dell’immobiliare Scuola e cassa Edile non sono appaltati a Frangerini Impresa, ogni rappresentazione volta ad attribuire alla nostra azienda attività, presenze o responsabilità relative a tali luoghi è pertanto priva di fondamento»; «la Frangerini Impresa rileva una violazione della proprietà privata con manomissione dei cancelli di ingresso e delle recinzioni da parte degli autori di tali pubblicazioni».

«L’eventuale ingresso senza autorizzazione in proprietà private o aree di cantiere – la sottolineatura – costituisce un comportamento particolarmente grave, anche sotto il profilo della sicurezza. Le immagini pubblicate e le modalità con cui sarebbero state acquisite saranno pertanto conservate e sottoposte alle opportune verifiche presso gli organi competenti. Questa situazione suscita in noi una seria e concreta preoccupazione per la sicurezza del nostro personale e dei nostri collaboratori. Frangerini Impresa considera la tutela delle persone un valore irrinunciabile: abbiamo il dovere di garantire che dipendenti, tecnici e collaboratori possano svolgere il proprio lavoro serenamente, senza essere coinvolti, avvicinati o esposti a iniziative estranee alle attività di cantiere. Provvederemo pertanto a prendere necessari provvedimenti nelle sedi opportune».

Parole seguite dalla pubblicazione degli atti della Regione in cui si sottolinea che «è vietato in Toscana il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole», come a dire che se ci sono condizioni diverse non si è contro l’ordinanza.

Nota alla prefettura

Così dall’impresa ieri hanno scritto alla prefettura.

Stefano Frangerini, contattato dal Tirreno, è un fiume in piena e premette subito di essere «sempre più convinto di andare avanti con questa operazione, avanti tutta». Anche perché la procedura di acquisto si chiuderà solo con il saldo del prezzo, entro fine ottobre.

Frangerini, pochi giorni fa, ha presentato il progetto che ha definito a più riprese green per via Goito, dove – lo ricordiamo – è prevista la costruzione di quattro palazzi, a fronte della cessione al Comune dell’80 per cento dell’intera area privata, da destinare a verde pubblico.

Lo preoccupa quello che sta accadendo? «Mi preoccupa – ribatte – perché manipolano e mistificano la realtà attraverso comunicazioni non coerenti con i fatti. Tra l’altro in questo momento nell’area degli orti urbani stanno facendo un campeggio libero in maniera abusiva, vietato dalla legge, su un terreno occupato illegalmente, senza che ci siano le necessarie condizioni igienico-sanitarie, senza i piani di sicurezza. I soggetti preposti al controllo non intervengono? In questo senso mi sento discriminato, perché io quando apro un cantiere mobile ho 72 adempimenti da svolgere».

«Hanno dichiarato – sottolinea – che questa volta sono stati gentili: è una minaccia? È terrorismo psicologico? A quale fine? Alla prefettura abbiamo quindi inoltrato una nota spiegando formalmente cosa è accaduto e sollecitando le istituzioni a svolgere le necessarie attività di controllo e di prevenzione, prendendo in considerazione presidi delle forze dell’ordine nei pressi della nostra sede e dei cantieri oggetto di intrusione per evitare danneggiamenti». 
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il delitto

Femminicidio di Lorena Isceri, la poliziotta in ginocchio davanti a Vella: «Non farlo»

di Redazione Firenze
Turismo: le nostre guide