Strage tra Rieti e Terni, il figlio della coppia massese: «Ho cercato i miei genitori in ospedale, poi ho saputo che non ce l’avevano fatta»
Pietro Cosci è uno dei due figli di Paolo Cosci e Graziella Baldini, deceduti nell’incidente sulla Terni-Rieti: i due si erano fermati in Umbria per spezzare il viaggio di ritorno dalla Puglia
MASSA. Lo hanno chiamato poco dopo l’incidente. Gli avevano detto che era grave, ma non gli avevano detto quanto. Nessuno ancora lo sapeva. «Sapevo solo che c’era stato un incidente e che i miei genitori erano stati portati all’ospedale, ma non erano ancora uscite notizie online: non sapevo cosa fosse successo realmente. L’ho capito solo dopo e solo diverse ore dopo ho saputo che i miei genitori erano morti entrambi», racconta Pietro Cosci, uno dei due figli di Paolo Cosci e Graziella Baldini, i coniugi massesi morti nell’incidente sulla Terni-Rieti, sulla navetta di rientro dalle Cascate delle Marmore.
La sosta in Umbria
Sarebbero dovuti rientrare a Massa la sera stessa, dopo un viaggio di una settimana in Puglia con una coppia di amici rimasti feriti nello schianto. «Avevano deciso di fare una tappa in Umbria per spezzare il viaggio di quasi dieci ore», spiega il figlio. Erano quasi rientrati alla loro auto, quando, secondo una prima ricostruzione il conducente di un camper, per motivi ancora da chiarire, avrebbe invaso la corsia opposta proprio mentre stava arrivando l’autobus. L’autista non avrebbe nemmeno avuto il tempo di frenare.
Il racconto del figlio
C’è stato lo schianto, poi la tragedia: 34 feriti e sei morti, tra cui i genitori di Pietro, 33 anni, e Federico, 29. «Quando sono arrivato a Terni non sapevo nemmeno dove fossero i miei genitori – racconta il figlio maggiore –, se sotto i ferri o in reparto». I feriti gravi erano perlopiù irriconoscibili e senza nome. Pietro ha iniziato la ricerca dei suoi genitori con il sindaco di Terni e i medici dell’ospedale. Decine di telefonate a vuoto, poi il riconoscimento grazie ai tatuaggi. «Sono arrivato lì alle 8 di sera. Ho scoperto che mio babbo era morto alle 11. Di mia mamma l’ho saputo alle due di notte».
Chi erano le vittime
Paolo Cosci e Graziella Baldini erano una coppia di persone stimate e amate. Vivevano ai Quercioli, un quartiere residenziale di Massa dove tutti conoscono ancora tutti a discapito dei rapporti che intorno si perdono. Loro no, non si erano mai persi. Avevano continuato a coltivare amicizie che duravano da una vita. Lei casalinga, lui noto artigiano appena andato in pensione. Avevano entrambi 61 anni ed era arrivato il momento di dedicare la vita ai viaggi. «La notizia ha colpito profondamente la comunità. I miei genitori erano circondati da tanto affetto – ricorda il figlio –. Facevano parte di una generazione in cui le amicizie duravano una vita. Avevano lavorato per sistemare noi, mia mamma occupandosi della casa e mio babbo lavorando tutto il giorno. Ora avevano tempo per loro».
Le salme si trovano all’obitorio dell’ospedale di Terni e sono a disposizione della Procura. Ancora presto per capire quando potranno rientrare a Massa per i funerali.
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