Bollette luce e gas, ancora rincari: cosa fare per risparmiare e difendersi dagli aumenti (gli esempi pratici)
Abbiamo chiesto cosa aspettarsi e quali contromosse adottare per arginare il prevedibile incremento dei costi energetici a Massimiliano Pratesi
Bollette di luce e gas saranno l’assillo di famiglie e imprese. Abbiamo chiesto cosa aspettarsi e quali contromosse adottare per arginare il prevedibile incremento dei costi energetici a Massimiliano Pratesi, titolare della società fiorentina di consulenza energetica “Energia chiara”, che non si occupa di brokeraggio ma di gestione dinamica di un portafoglio clienti di 1.000 Pmi e 800 utenze familiari.
Dunque, Pratesi, “mala tempora (energetici) currunt”…
«Dopo un primo semestre 2026 relativamente stabile, la seconda metà dell’anno ha visto rialzi all’ingrosso di energia e gas. Il prezzo unico nazionale (Pun), riferimento per l’elettricità sulla borsa italiana, viaggiava intorno ai 119 €/MWh a maggio, era 157 a luglio, ad agosto la media è stata di 180. A metà settembre ha già superato quota 210. Stessa traiettoria per il gas: il punto di scambio virtuale (Psv), l’indice italiano, era 47 €/MWh in primavera e a metà settembre si colloca sopra gli 80».
Si annuncia un bagno di sangue?
«Nel breve termine vedremo ancora prezzi sostenuti e forte volatilità, con possibilità anche di nuovi rialzi. Ma va evitato il panico giornaliero: in bolletta arrivano le medie mensili, non i picchi di una singola seduta. Dalla curva dei contratti a termine dell’energia si vedono già importanti correzioni a partire dal secondo trimestre 2027, segno che il rischio è incorporato soprattutto nel breve periodo».
Da maggio il Pun (energia) sale del 76% e il Psv (gas) del 66%.
«Lo scenario rispetto alla crisi del 2022 è decisamente diverso. Allora il problema era la disponibilità fisica del gas. Oggi l’offerta di gas c’è, ma il mercato incorpora un premio di rischio geopolitico legato alle rotte di Gnl da Hormuz. Siamo su valori importanti, ma a un quarto del picco del 2022. Un premio di rischio si riassorbe quando la tensione si allenta, mentre una carenza strutturale ha tempi più lunghi di riassorbimento».
Che significa per le famiglie? «Prima di tutto usare il buon senso facendo attenzione ai consumi, sui quali il riscaldamento vale la parte prevalente della spesa energetica domestica: un grado in meno sul termostato riduce i consumi del 6-7%. Termostato a 19-20 gradi, valvole termostatiche sui radiatori, manutenzione della caldaia, accensione nelle ore di reale presenza in casa: interventi a costo zero o quasi che incidono più di qualunque cambio di fornitore».
Tutti lamentano la difficoltà a capire una bolletta.
«Le bollette ormai hanno due strumenti che consiglio sempre: “scontrino dell’energia” e “box offerta”. Lo scontrino scompone la spesa in quota consumi, fissa, potenza, imposte e bonus. Utile per controllare a colpo d’occhio prezzo medio della materia prima, parte negoziabile della bolletta e costi fissi. Il box offerta invece riporta le condizioni pattuite, fondamentale per verificare se si paga un prezzo fisso o indicizzato (Pun/Psv), la scadenza dell’offerta, eventuali costi accessori e di commercializzazione».
Un esempio pratico?
«Chi ha bloccato il prezzo in primavera, oggi paga almeno il 50% in meno del mercato. Quindi controllare la scadenza e non farsi convincere a cambiare da eventuali call center o venditori. Viceversa, chi ha scelto un prezzo indicizzato, può oggi valutare le offerte a prezzo fisso, magari allungano le scadenze per diluire il premio per il rischio. Le famiglie a basso reddito devono aggiornare l’Isee: il bonus sociale ordinario è stato integrato nel 2026 arrivando fino a 315 euro. È automatico, ma solo con un’attestazione valida».
Parliamo di Pmi.
«Avendo minore potere contrattuale nelle trattative coi fornitori, dovrebbero evitare che i contratti si rinnovino per silenzio-assenso - soprattutto per le medie tensioni, vincolate da pesanti clausole di recesso - perché il rinnovo tacito in questa fase significa quasi sempre subire le condizioni peggiori dell’anno. Non acquistare in un unico momento, o scegliere formule miste (es. 50% fisso e 50% index): frazionare la copertura su più finestre riduce il rischio di fissare tutto il fabbisogno sul picco. Controllare le fatture: nelle nostre verifiche troviamo regolarmente potenze impegnate sovradimensionate, penali per energia reattiva, classificazioni di accisa errate con mancate agevolazioni applicate. Sono recuperi che valgono migliaia di euro e non richiedono il cambio di fornitore».
Altri suggerimenti?
«Per famiglie e imprese. Allungare le scadenze. Con tanta volatilità, le offerte a 24 o 36 mesi o addirittura i Ppa - power purchase agreement (per le aziende più energivore) - non necessariamente al prezzo più basso, si mantiene sotto controllo il budget. Valutare i gruppi di acquisto: aggregare la domanda migliora le condizioni, e vale per una famiglia come per un consorzio di piccole imprese. Nel 2022, il nostro gruppo d’acquisto ha consentito di superare indenni il picco della crisi, con risparmi per svariati milioni di euro. Infine: poiché comanda il mercato, la differenza non la fa il fornitore, ma a parità di fornitore l’offerta scelta. Meglio una consulenza che dare credito a call center o a venditori improvvisati. Ricordo, tra l’altro, che dal 19 giugno 2026 le chiamate commerciali non richieste per contratti luce e gas sono vietate».
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