Grosseto, Aurelia: via alla manifestazione per la messa in sicurezza
Mobilitazione con sindaci, politici e cittadini per chiedere interventi urgenti. In strada anche la Regione per sollecitare il Governo a ripristinare i fondi per i lavori
GROSSETO. La Maremma si mobilita per chiedere la messa in sicurezza della statale Aurelia. Oggi, venerdì 17 aprile, a partire dalle 10, dalla zona della Torba fino a Pescia Fiorentina, per circa 13 chilometri nel territorio di Capalbio le auto e probabilmente anche qualche trattore percorreranno la statale a passo d’uomo.
La manifestazione causerà disagi agli automobilisti che si troveranno a transitare sull’Aurelia, ma sono ritenuti necessari per far capire al Governo che la statale Aurelia e la Maremma non possono più tollerare una strada che l’ormai ex presidente della Toscana Enrico Rossi non aveva esitato a definire «un tratturo», chiedendo l’adeguamento a quattro corsie dove ve ne sono ancora due.
L’iniziativa è promossa dalla Provincia di Grosseto con il supporto della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno e da associazioni del territorio. Tantissime le adesioni, a dimostrazione della dimensione del problema per un’arteria che è fra le più pericolose d’Italia. Un decifit infrastrutturale che nessuna parte politica può negare. Sarà presente anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
La manifestazione ha l’obiettivo di sensibilizzare il Governo a trovare i finanziamenti almeno per i 12, 5 chilometri di statale nel comune di Capalbio che è ancora a 2 corsie, una per ogni senso di marcia e per giunta senza nessun spartitraffico. Anche poco dopo, se la percorriamo da Roma andando verso Grosseto, dove il tratto torna a quattro corsie, non c’è uno spartitraffico e ci sono incroci a raso pericolosissimi. È all’altezza di uno di questi punti, poco prima di arrivare ad Ansedonia, che perse la vita il senatore Altero Matteoli sostenitore dell’autostrada tirrenica.
Oggi quell’idea è tramontata: è stata preferita quella della messa in sicurezza per eliminare almeno gli incroci a raso – i più pericolosi sono nel territorio di Orbetello e a Capalbio Scalo – e le immissioni laterali da vie poderali.
È una strada disseminata di croci per la quale non sembra esserci speranza. Ancora una volta la parte sud della Maremma resta al palo e non può che sperare nei fondi inutilizzati del Pnrr. Proprio ieri l’onorevole Fabrizio Rossi in Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, ha illustrato un’interrogazione a risposta immediata rivolta al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Al centro dell’atto parlamentare, il completamento e la messa in sicurezza dell’Aurelia. Il focus dell’interrogazione si è concentrato in particolar modo sulle criticità del tratto capalbiese. A rispondere in Commissione è stato il sottosegretario di Stato alle Infrastrutture Tullio Ferrante, che ha fornito un aggiornamento sulle attività di acquisizione, da parte di Anas, dei progetti redatti da Sat per il collegamento Tarquinia-San Pietro in Palazzi, confermando che il Ministero ha trasmesso il 7 gennaio il contratto per la verifica dei costi di progettazione alla società di revisione incaricata. E l’attività è attualmente in corso.
«Rispetto ad altre interrogazioni parlamentari constatiamo che qualcosa si sta muovendo», dice Rossi. Di diverso avviso il deputato dem Simiani che sottolinea come «dopo oltre tre anni e mezzo di governo il ministero delle Infrastrutture ammette candidamente che non sono stati ancora quantificati i costi di progettazione per il passaggio di consegne da Sat ad Anas deciso nel 2022. Non ci sarà nessuna messa in sicurezza del tratto di Capalbio».
