Guerra
125 candeline per Confitarma
Celebrato a Genova con un’assemblea straordinaria l’anniversario della costituzione della Confederazione degli Armatori Italiani
Confitarma, la Confederazione Italiana degli Armatori, ha celebrato ieri a Genova il suo 125° compleanno. Proprio il 9 aprile del 1901 e sempre nel capoluogo ligure si svolse la prima assemblea straordinaria della costituenda Federazione degli Armatori Italiani.
L’incontro di ieri – 9 aprile – ha rappresentato anche un momento di riflessione sulla situazione nazionale e internazionale. Al riguardo, il presidente Mario Zanetti, ha rilevato come «le attuali sfide geopolitiche a partire dalla crisi mediorientale e i temi del fabbisogno energetico e della transizione ecologica, così come le opportunità offerte dalle nuove rotte e dall’integrazione economica globale, confermano il trasporto marittimo quale un asset strategico, in particolare per l’Italia».
E nel corso dei lavori sono state naturalmente affrontate le principali sfide che interessano l’armamento nazionale. Riguardo la difficile e complicata situazione internazionale, diretta conseguenza della crisi in Medio Oriente, è stata evidenziata l’attività di costante monitoraggio e il contributo informativo richiesto a supporto dai principali organi di stampa. È stata inoltre sottolineata la necessità di scongiurare l’introduzione di extradazi sui transiti, che rappresenterebbero lo scardinamento dei principi del diritto internazionale e avrebbero – come sottolineato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – «conseguenze economiche imponderabili».
Relativamente ai temi ambientali e della competitività, è stato ribadito che pur rappresentando solamente circa il 2% delle emissioni globali, il trasporto marittimo è già oggi la modalità più efficiente dal punto di vista ambientale. «Tuttavia – è stato aggiunto – le politiche europee di transizione ecologica – in particolare il sistema ETS e il FuelEU – rischiano di compromettere la competitività dello shipping italiano».
Confitarma ha quindi ribadito la necessità di sospendere o rivedere il meccanismo ETS e di destinare i proventi ricavati al settore marittimo. In tal senso è stata evidenziato un primo parziale passo avanti in tal senso, con la recente modifica dell’articolo 23 del Decreto Legislativo 47/2020, che ha inserito il Sea Modal Shift tra i destinatari delle risorse provenienti dalle aste. Sottolineato anche che le imprese armatoriali italiane stanno facendo la loro parte, avendo investito già circa 2,5 miliardi di euro, con oltre 60 nuove navi ordinate, l’80% delle quali predisposte per l’utilizzo di combustibili alternativi.
È stata infine evidenziata l’urgenza di intervenire sul regime della bandiera italiana, oggi appesantito da procedure e adempimenti più onerosi rispetto a quelli delle principali bandiere europee concorrenti, con impatti diretti sulla competitività del sistema.
