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Iran, l’allarme: aeroporti europei quasi a secco se Hormuz non riapre entro tre settimane

di Redazione web
Iran, l’allarme: aeroporti europei quasi a secco se Hormuz non riapre entro tre settimane

Il Financial Times dà conto di una lettera inviata da Aci Europe alla Commissione europea

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Gli aeroporti europei rischiano una carenza "sistemica" di carburante per aerei se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto completamente entro tre settimane, ha avvertito il settore.

La lettera

Il Financial Times dà conto di una lettera inviata da Aci Europe (l'associazione che rappresenta gli aeroporti europei) alla Commissione europea, nella quale si afferma che le scorte di carburante per aerei si stanno esaurendo e si rischia una carenza nelle prossime tre settimane.

La data limite

Nella lettera visionata dal giornale londinese, l'associazione ha avvertito il commissario europeo per i Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, delle "crescenti preoccupazioni del settore aeroportuale in merito alla disponibilità di carburante per aerei, nonché della necessità di un monitoraggio e di un'azione proattiva da parte dell'Ue". "Se il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane - scrive Aci Europe -, una carenza sistemica di carburante per aerei diventerà realtà per l'Ue". 

L’altro allarme

Anche il direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, mette in guardia su possibili difficoltà nelle forniture di diesel e cherosene in Europa nelle prossime settimane. Prima del conflitto in Iran, infatti, una quota rilevante di questi carburanti arrivava dalle raffinerie del Medio Oriente; oggi però, osserva Birol, le scorte si sono progressivamente ridotte. Senza un rapido aumento della produzione a livello globale, già nel mese di maggio alcuni Paesi europei potrebbero trovarsi in una situazione delicata.

Di fronte al rialzo dei prezzi e al rischio di carenze, il numero uno dell’Aie suggerisce anche misure per contenere i consumi, come l’introduzione di limiti di velocità: ad esempio, in Germania una riduzione di 10 km/h sulle autostrade potrebbe abbattere il consumo di petrolio fino al 6%.

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