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Mps, il cda revoca le deleghe a Lovaglio: sospeso dalla carica di direttore generale

di Laura Carcano

	Luigi Lovaglio
Luigi Lovaglio

La decisione dopo la riunione del consiglio di amministrazione. La “gestione” al vice direttore vicario, Maurizio Bai

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SIENA. Mps ha deciso. Luigi Lovaglio non è più il ceo della banca. Il cda di Montepaschi ha revocato le deleghe al banchiere lucano che ha gestito il risanamento dell'istituto di credito senese e lo ha portato alla scalata su Mediobanca, lo storico salotto della finanza italiana.

Lovaglio è stato anche sospeso dal ruolo di Direttore Generale, che fino all'assemblea dei soci del 15 aprile per il rinnovo dei vertici, sarà assunto dal Vice Direttore Generale Vicario Maurizio Bai.

Il manager uscito dalla scena di un board in scadenza resta, però, protagonista della corsa per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Rocca Salimbeni come candidato ad amministratore delegato nella lista alternativa a quella del consiglio, nella lista concorrente presentata dalla Plt Holding della famiglia Tortora.

La riunione e la decisione

Dopo una riunione fiume del cda, la terza consecutiva in una settimana, dopo quella di lunedì e martedì - una nota della banca ha comunicato che «il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena riunitosi sotto la presidenza di Nicola Maione», «tenuto conto dell'inserimento» di Luigi Lovaglio, «quale candidato Amministratore Delegato», nella lista che si candida ad eleggere la maggioranza degli amministratori presentata da PLT Holding e PLT, «effettuati i necessari approfondimenti anche con l'ausilio di autorevoli consulenti esterni, ha ritenuto di revocare le deleghe» a Lovaglio «conferite in qualità di Amministratore Delegato, avocando a sé tutti i relativi poteri, e deliberando altresì, con decorrenza immediata, la sospensione dalle mansioni coperte in qualità di Direttore Generale». La banca senese ha deciso anche che «la gestione delle attività ordinarie, nel periodo intercorrente tra la data odierna e la prossima assemblea dei soci chiamata, tra l'altro, alla nomina del nuovo Consiglio di amministazione, viene assegnata al Vice Direttore Generale Vicario Maurizio Bai, così garantendo la piena continuità delle attività della banca».

Gli scenari

I rumors di stampa di questi giorni avevano parlato di dimissioni da parte del banchiere, dimissioni in realtà non arrivate al board di Montepaschi che ha infine deciso di sfiduciare Lovaglio. A questo punto parte la caccia al voto dei fondi in vista della assemblea degli azionisti del 15 aprile per il rinnovo dei vertici con un ruolo importante delle espressioni di proxy. I fari sono naturalmente puntati sui soci Delfin e Bpm. Da un po' nel cda senese lo scontro era in atto con il punto di maggior frizione che passava dal confronto con Francesco Gaetano Caltagirone, l'azionista che più di altri sembrava non gradisse più la continuità dell'attuale Ad Lovaglio e che ha scommesso invece sul profilo di Fabrizio Palermo, l'ex Cdp alla guida di Acea come ceo. Intanto Rocca Salimbeni ha depositato in visione ai soci la relazione finanziaria annuale in cui si fa riferimento al procedimento penale che coinvolge proprio Lovaglio, oltre che Francesco Milleri (Delfin) e Francesco Gaetano Caltagirone. Un'inchiesta che avrà avuto il suo peso nella vicenda.

«Tra le numerose condotte oggetto di contestazione nei confronti dei tre indagati - si legge nel documento - all'amministratore delegato sarebbe stata ascritta unicamente la condotta consistente nell'aver asseritamente concertato con gli altri coindagati l'Ops mediante la quale la Capogruppo avrebbe acquisito il controllo di Mediobanca». E sempre sull'inchiesta giudiziaria Montepaschi ricorda agli azionisti che «in base all'incolpazione provvisoria, sono stati ipotizzati nei confronti del predetto Amministratore Delegato, nonché del presidente del cda della Delfin e del soggetto indicato come ‘vertice’ del ‘Gruppo Caltagirone’ i reati di manipolazione del mercato ed ostacolo all'esercizio delle funzioni delle Autorità Pubbliche di Vigilanza». In Borsa Mps, in una giornata positiva per il settore bancario, e in attesa della decisione del cda su Lovaglio, ha chiuso in forte rialzo di +3,31%.

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