Meteo in Toscana, torna la neve a bassa quota? Cosa sappiamo dell’irruzione fredda in arrivo
Massa gelida in discesa dal Nord Europa: ecco perché le nostre colline potrebbero di nuovo tingersi di bianco
La Toscana si prepara a un deciso peggioramento del tempo nella giornata di giovedì 26 marzo, quando una massa d’aria fredda in discesa dal Nord Europa raggiungerà il Centro Italia portando piogge, neve vento e un calo sensibile delle temperature. L’evoluzione sarà articolata in due fasi e, secondo i modelli previsionali, potrebbe riportare la neve a quote relativamente basse sulle zone interne.
La dinamica
Il cuore del peggioramento sarà la formazione di un profondo minimo di bassa pressione sull’alto Adriatico, con valori stimati intorno ai 990 hPa. La posizione esatta di questo vortice sarà determinante per capire dove e quanto nevicherà in Toscana, soprattutto nelle aree più esposte al flusso freddo e umido da nord. Questa rappresenta la seconda fase del peggioramento: quella in cui l’aria fredda avrà già raggiunto il Nord Italia e inizierà a scivolare verso il Centro. La prima fase, invece, prenderà il via dalla sera di mercoledì con le prime precipitazioni in arrivo da ovest verso est sulla Toscana settentrionale e centrale, inizialmente con quote neve più alte.
Le zone più esposte
Secondo le ultime elaborazioni del modello ad alta risoluzione Moloch GFS (1,5 km), il minimo depressionario tenderà a rimanere aderente alle coste adriatiche italiane. In questo scenario le precipitazioni più consistenti interesserebbero:
- l’Appennino della provincia di Firenze (soprattutto i settori nord-orientali)
- l’Appennino della provincia di Arezzo
- i rilievi al confine con l’Emilia-Romagna
Con possibili sconfinamenti verso le aree collinari più interne.
Le temperature previste a 850 hPa (circa 1300 metri di quota) oscillerebbero tra –4 e –6°C, valori che permetterebbero la caduta della neve fino a 500–600 metri nelle zone più fredde e soggette a precipitazioni continue.
Pistoiese e pratese: neve possibile, ma con precipitazioni più scarse
La parte più occidentale dell’Appennino toscano — quindi provincia di Pistoia e provincia di Prato — potrebbe vedere quote neve non molto più alte rispetto ai settori orientali. Il vero nodo, però, riguarda la quantità di precipitazioni, che i modelli mostrano appena lambire la provincia di Lucca e risultare più deboli e discontinue anche su Pistoia e Prato. In queste aree, dunque, la neve potrebbe cadere, ma con accumuli più modesti o irregolari.
Una previsione complessa
Come spesso accade con le irruzioni fredde di fine marzo, la previsione delle quote neve e della distribuzione delle precipitazioni resta un esercizio delicato. Piccoli spostamenti del minimo sull’Adriatico possono modificare sensibilmente l’intensità e la localizzazione dei fenomeni. Gli esperti sottolineano che, al momento, si tratta ancora di una tendenza, e che i dettagli più fini — soprattutto per le aree interne della Toscana — potranno essere confermati solo nelle prossime ore.
