Pisa, investimenti milionari spariti: chiesti 10 anni per l'ex proprietario del Viareggio Calcio
Il processo nei confronti di Eugenio Tonelli, 67 anni, di San Miniato, a processo per truffa, bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e abusivismo finanziario
SAN MINIATO. Rischia una condanna a 10 anni di reclusione Eugenio Tonelli, detto “Fabrizio”, 67 anni di San Miniato, imprenditore, broker finanziario ed ex proprietario del Viareggio calcio, a processo dal 2022 in tribunale a Pisa per truffa, bancarotta fraudolenta e altri illeciti contabili, autoriciclaggio e abusivismo finanziario. Secondo l’accusa, Tonelli avrebbe convinto una decina di persone ad affidargli ingenti somme di denaro per partecipare a degli investimenti immobiliari, salvo poi far sparire quei soldi. Si parla di un ammontare stimato di circa 6,7 milioni di euro.
Chiusa l’istruttoria, nella sua requisitoria il pubblico ministero Fabio Pelosi ha chiesto appunto la condanna dell’imputato a dieci anni di reclusione. La sentenza del collegio penale è attesa per il 14 aprile, dopo le eventuali repliche. E ad attendere il verdetto non è soltanto l’imputato, ma anche la quindicina di parti civili, tra i privati che chiedono indietro i soldi persi, i curatori fallimentari delle società nel frattempo “collassate”, oltre alla Banca d’Italia e alla Consob.
Stando alle tesi della Procura, Tonelli si presentava come promotore finanziario, proponendo progetti finanziari e immobiliari, anche come titolare del gruppo Gsi International. Contattava e convinceva i possibili investitori raccogliendo i risparmi e prestando servizi di investimento e gestione collettiva di quei soldi. Questo, secondo la Procura, senza esserne autorizzato, promettendo alle persone adescate rendimenti superiori ai tassi di mercato in modo da accrescere sempre di più la sua base di investitori.
Tonelli è accusato anche di non avere tenuto libri e altre scritture contabili della società Ecocasa Srl, dichiarata fallita il 3 giugno 2016, con lo scopo di procurare a sé e altri un ingiusto profitto. In un’altra situazione, con la società Fabrinvest Srl, della quale era rappresentante legale, avrebbe distratto dalle casse oltre 600mila euro senza alcun beneficio o giustificazione per la società, anch’essa dichiarata fallita il 20 novembre 2018. Soldi che sarebbero finiti nei conti di altre società o in quelle di parenti.
Ancora, Tonelli non avrebbe depositato i bilanci e non avrebbe presentato in modo continuativo le dichiarazioni dei redditi di un’altra società, la Tonelli Immobiliare Group Srl, causandone il fallimento. La Procura di Pisa lo accusa di aver promesso guadagni "fuori standard", con interessi annui pari al 20 o 30 per cento del capitale investito tramite investimenti immobiliari condotti sempre tramite la Fabrinvest. Soldi che non sarebbero mai stati versati, per essere invece dirottati sui conti di società all’estero (Londra, Florida e Slovenia).
La difesa ha chiesto l’assoluzione, sostenendo che coloro che avevano consegnato al broker i propri risparmi fossero in realtà consapevoli di partecipare a investimenti particolarmente avventati. E che, in sostanza, Tonelli non avrebbe voluto ingannare nessuno. Per quanto riguarda l’abusivismo finanziario, sottolinea la difesa, Tonelli non avrebbe esercitato una professione richiedente una speciale abilitazione o l’iscrizione a un albo. Mentre per alcuni degli altri reati contestati, mancherebbe la finalità di distrarre somme e far fallire le società. Trattandosi di una vicenda risalente a quasi dieci anni fa, l’imputato potrebbe essere assolto da alcuni capi d’imputazione per effetto della prescrizione.
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