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Confitarma: «Rafforzare l’attrattività delle bandiere europee»

di Maurizio Campogiani

	(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

La Confederazione Italiana degli Armatori prende spunto da uno studio pubblicato dalla Commissione Europea per rilanciare il ruolo delle bandiere del continente, in particolare di quella italiana

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Consolidare la competitività della bandiera italiana, sinonimo di sicurezza e affidabilità. E’ l’impegno che si assume Confitarma, la Confederazione Italiana degli Armatori, prendendo spunto da “Study on Flag State Responsibilities and Open Registers”, pubblicato recentemente dalla Commissione europea, un contributo interessante al dibattito sulla governance marittima internazionale e sul ruolo degli Stati di bandiera nel garantire sicurezza, tutela ambientale e rispetto degli standard internazionali.

Il report evidenzia come una quota crescente del tonnellaggio mondiale sia oggi detenuta dai principali registri globali extra europei, in primo luogo Liberia e poi anche Panama e Marshall Islands, che hanno progressivamente ampliato la propria incidenza sul mercato internazionale. In particolare, negli ultimi anni, Liberia e Isole Marshall hanno saputo coniugare una forte crescita dimensionale con una rigorosa attenzione alla sicurezza del naviglio, investendo per il miglioramento della safety a bordo.

Tale dinamica evolutiva, secondo Confitarma, è confermata da azioni concrete di compliance, visto che negli ultimi mesi, questi registri hanno ulteriormente inasprito i controlli, procedendo alla cancellazione e all’espulsione delle unità che non soddisfano i requisiti di sicurezza o di compliance. Per la Confederazione, risulta pertanto fondamentale non assimilare genericamente tutti gli open registries, distinguendo tra i registri di qualità e quelli che, al contrario, manifestano scarsa attenzione alla sicurezza o propensione ad accogliere naviglio espulso (Shadow Fleet) da altre bandiere perché impiegato in trade preclusi alla flotta europea da normative europee ed internazionali.

«Questo scenario – aggiunge Confitarma – conferma che il sistema marittimo globale è fortemente competitivo e richiama l’esigenza, per l’Unione europea, di rafforzare l’attrattività delle proprie bandiere attraverso semplificazione normativa, digitalizzazione, certezza regolatoria e maggiore efficienza operativa, senza arretrare sugli elevati standard di sicurezza. Nel confronto tra registri, riteniamo essenziale che le valutazioni si fondino su indicatori oggettivi e comparabili – quali le performance in ambito Port State Control, il livello di ratifica delle convenzioni internazionali e i risultati degli audit IMO. In tal senso, lo studio “Shipping Industry Flag State Performance Table 2025/2026”, pubblicato da ICS nel gennaio 2026 con il supporto di ECSA, rappresenta un riferimento tecnico imprescindibile per una valutazione trasparente e basata su dati verificabili».

«L’Italia – conclude la Confederazione Italiana degli Armatori – dispone di una delle flotte più rilevanti in Europa e di una bandiera riconosciuta a livello mondiale per gli elevati standard di sicurezza. La bandiera italiana è stabilmente inserita nelle White List del Paris e del Tokyo MoU, a conferma della solidità del sistema di controllo e della conformità operativa delle navi. Per questo siamo impegnati, insieme alle istituzioni nazionali, in un percorso volto a consolidare la competitività della bandiera italiana, mantenendo al centro sicurezza, affidabilità e coerenza con il quadro normativo internazionale».

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