Il Tirreno

Toscana

Il caso

Gli avvocati pisani bocciano l'ipotesi del tribunale a Empoli: le toghe e un sindaco “si litigano” quattro comuni

di Danilo Renzullo

	La vecchia sede del Tribunale di Empoli chiuso nel 2013
La vecchia sede del Tribunale di Empoli chiuso nel 2013

L’Ordine: «Totale dissenso». Ma il sindaco replica: «Parole che stupiscono»

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EMPOLI. La richiesta, sul tavolo delle istituzioni da anni, è stata trasformata lo scorso gennaio in un atto concreto con l’approvazione da parte della giunta empolese di una delibera con la quale il Comune chiede di istituire la Procura e il Tribunale di Empoli mettendo a disposizione anche due immobili pubblici, tra i quali Palazzo Pretorio – uno degli edifici storici del centro cittadino – , per ospitarlo.

Una richiesta, quella inoltrata al ministero della Giustizia, sostenuta anche dall’associazione degli avvocati di Empoli e Valdelsa per far fronte «agli enormi disagi che i cittadini e i professionisti vivono» da quando, nel 2013, è stata chiusa la sede distaccata di Empoli del Tribunale di Firenze. Un primo passo. O meglio, un tentativo di inserirsi nel ddl Nordio, il disegno portato avanti dal governo per riaprire e ripristinare alcuni Tribunali soppressi, e di rendere il cuore (geografico) della Toscana indipendente da Firenze e da Pisa che però non è piaciuta agli avvocati pisani. Anzi. Il consiglio dell’Ordine degli avvocati di Pisa ha aperto un fronte di opposizione a quel tentativo che andrebbe a ridisegnare la geografia giudiziaria non solo dell’Empolese e della Valdelsa, ma anche del Valdarno inferiore, rischiando di creare «caos» ed «enormi disagi», l’accusa.

Il Tribunale di Empoli avrebbe infatti competenza su 15 comuni, riunendo sotto un’unica circoscrizione giudiziaria i territori che fino al 2012 erano divisi tra vari uffici. Nell’Empolese Valdelsa (esclusa Montespertoli) operavano la sezione distaccata di Empoli del Tribunale di Firenze e i giudici di pace di Empoli e Castelfiorentino. Il Valdarno (San Miniato, Castelfranco di Sotto, Montopoli e Santa Croce) ricadeva sotto la competenza del giudice di pace di San Miniato. La spending review del governo Monti cancellò lo “storico” assetto accorpando l’Empolese Valdelsa al Tribunale e al giudice di pace di Firenze (la sede del giudice di pace è tornata a Empoli nel 2016) e il Valdarno al giudice di pace di Pontedera (poi passato sotto la giurisdizione del giudice di pace di San Miniato nel 2014) .

Una proposta bollata come «inaccettabile e strumentale» dagli avvocati pisani che puntano a difendere quei confini giudiziari che, con l’eventuale istituzione del Tribunale di Empoli, sarebbero rivoluzionati, “strappando” al Tribunale di Pisa almeno quattro comuni pisani nella zona del Cuoio: San Miniato, Santa Croce, Montopoli e Castelfranco.

«Si tratterebbe della costituzione di un Tribunale ex novo, la cui creazione comporterebbe la sottrazione alla competenza del Tribunale di Pisa di un territorio ampio e strategico, senza alcuna valida motivazione se non quella che appare essere un mero interesse corporativo dei promotori», accusa l’Ordine degli avvocati di Pisa, ricordando la “battaglia” per difendere l’Ufficio del giudice di pace di San Miniato dal rischio della definitiva – dopo un periodo di stop – chiusura per mancanza di personale amministrativo.

«Corporativismo? ». Macché. «La volontà di un Tribunale ad Empoli è sostenuta da un comitato apposito, da molti cittadini, dalle imprese, dalle associazioni di categoria, dall’associazione degli avvocati, dalle istituzioni e da tutte le forze politiche: un territorio intero di circa 200mila persone per un Tribunale che abbia sede in una città con un polo produttivo da 21mila occupati e 7mila imprese», risponde il sindaco di Empoli Alessio Mantellassi. «Bollare una richiesta legittima, costruita e motivata come questa, come una mera richiesta campanilistica o corporativa colpisce e stupisce: un territorio ha tutto il diritto di immaginare servizi e chiedere un tribunale, che ha avuto in passato, senza dover essere accusato di corporativismo», aggiunge il primo cittadino chiamando a raccolta il territorio a «difendere questa scelta fino in fondo».


 

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