Il Tirreno

Toscana

Diritto allo studio

Con il nuovo “housing” previsti mille posti letto in Toscana

di Francesca Ferri

	Uno degli annunci nelle città universitarie 
Uno degli annunci nelle città universitarie 

Sono state oltre 16mila le borse di studio erogate lo scorso anno: i fuorisede che ce l’hanno possono chiedere un alloggio

5 MINUTI DI LETTURA





«Vengono riconosciuti i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi economici, il cui diritto a raggiungere i gradi più alti dell’istruzione deve essere effettivo». Così recita l’articolo 34 della Costituzione. E da qui lo Stato – il ministero dell’Università e della ricerca – interviene per dare borse di studio (che in Italia vengono percepite dal 40% degli studenti universitari, secondo dati del Mur) e assegnare alloggi agli studenti universitari che rientrano in fasce di reddito basse. Lo fa attraverso le Regioni e le Aziende regionali per il diritto allo studio e consente agli studenti prima di tutto di non pagare le tasse universitarie, e poi anche di avere la mensa e, per i fuorisede, l’alloggio. «In Toscana disponiamo di circa 4.400 posti-alloggio in diverse residenze a Firenze, Pisa, Siena e Carrara, qui per l’Accademia di belle arti. Siamo una delle regioni che ha più posti d’Italia. Ce ne sono altrettanti nel Lazio, che però ha un numero di atenei e di studenti ben superiore al nostro», spiega Lorenzo Bacci, dirigente regionale che si occupa di alta formazione, diritto allo studio, ricerca e trasferimento tecnologico.

Quanto alle borse di studio «sono state 16.187 quelle assegnate per l’anno accademico 2023/2024», aggiunge. L’importo varia a seconda della fascia di reddito. «Per chi ha un Isee da zero a 13.500 euro, la borsa annuale base, cioè per gli studenti in sede, è 3.279 euro; per i pendolari 4.753, per gli studenti fuori sede 8.134. Da 13mila e 18mila euro di Isee scende rispettivamente a 2.851, 4.133 e 7.073 euro. Da 18mila a 27mila euro di Isee scende a 2.600, 3.308 e 5.920 euro», spiega Bacci. «Tali somme comprendono sia una assegnazione in denaro che specifici servizi. Gli studenti in sede e pendolari hanno accesso per un pasto completo, perché vi si applicano delle trattenute annuali per la mensa e, per i fuorisede, anche per l’alloggio. Chi è in sede ha accesso gratuito alla mensa per un pasto completo al giorno per 365 giorni all’anno con la trattenuta di 850 euro. I fuorisede hanno l’accesso a mensa a pranzo e a cena, a fronte di una trattenuta di 1.600 euro». In più, e qui si arriva a monte, i fuorisede hanno anche la possibilità di ottenere un alloggio in residenza universitaria. Per l’alloggio viene loro fatta una trattenuta di 3mila euro. L’assegnazione di un posto non è automatica: «C’è una lista d’attesa, e via via che uno studente o una studentessa si laureano e lasciano l’alloggio, questo viene riassegnato. In alcune piazze siamo più coperti e riusciamo a finire di scorrere la graduatoria già nei primi mesi dell’anno. In altre si può rimanere in attesa fino a maggio», spiega Bacci.I posti sono mai abbastanza e in più «in questi anni - aggiunge il dirigente - la messa a norma per adeguare le strutture alla nuova normativa antincendio ha costretto a chiudere in via temporanea alcune strutture». Se molte sono nuove, altre sono invece datate. Quindi servono fondi sia per costruirne di nuove che per sistemare le vecchie.

Il ministero dell’Università e della ricerca ha due linee di finanziamento per il cosiddetto housing. Una è quella del Pnrr, grazie alla quale il Mur ha stanziato 1,2 miliardi di euro per realizzare 60mila posti letto a livello nazionale entro il 2026. La buona notizia è che al bando sono arrivate già 60mila candidature di soggetti privati intenzionati a costruire studentati; il 90-95% delle domande sono già state valutate. Per la Toscana le candidature pervenute consentono di realizzare al momento un migliaio di posti letto. Alcuni progetti sono già stati vagliati, ma non tutti sono stati ancora approvati. Altri aspettano il termine dell’iter amministrativo. L’altra linea di finanziamento è quella prevista dalla legge 338 del 2000 che disciplina il cofinanziamento statale del 75% per realizzare alloggi e residenze; il resto lo mettono le università o gli enti al diritto allo studio. Da questa linea di finanziamento dal 2023 ad oggi sono stati erogati alla Toscana oltre 19 milioni di euro per quasi 250 posti letto, spiegano dal Mur. L’Ardsu specifica che i fondi della 338 sono stati usati anche per il rifacimento della per residenza Tolomei di Siena e per l’efficientamento energetico della Fascetti di Pisa; i lavori sono partiti.È comunque la prima linea di finanziamento quella più interessante perché per la prima volta il ministero ha cercato di coinvolgere soggetti privati nel realizzare gli studentati. Una parte dei posti infatti - il 20% - viene sì destinata a studenti con borsa di studio, ma il resto è affittato chi lo chiede.Il provvedimento nuovo e sperimentale, oltreché coraggioso, e comincia a smuovere il mercato. A Firenze come a Pisa come in altre città stanno sorgendo nuovi studentati privati. A Pisa, in particolare, se ne contano tre: nell’ex caserma Artale, a due passi da piazza del Duomo; a Porta a Mare davanti all’ex Saint Gobain, con oltre 270 posti; nell’area ex Piaggio. Un altro studentato privato è quello da 150 posti nell’ex sede Asl alle Gondole voluto dal fondatore di Satispay. Da valutare l’impatto che nuovi, numerosi posti letto, avranno sui prezzi in città in generale. Le leggi dell’economia insegnano che se aumenta l’offerta dovrebbero abbassarsi i prezzi. Vedremo. Restano comunque le grandi incompiute come, sempre a Pisa, la Paradisa di Pisanova, struttura capace di ospitare oltre 500 persone, chiusa dal 2009 e in mano a Invimit. Per trasformarla in studentato occorrono milioni di euro.

Primo piano
L'esperto

Terremoto in Lunigiana, il geologo: «È una zona a rischio elevato, così gli edifici si sono salvati»

di Melania Carnevali
Speciale Scuola 2030