Il Tirreno

Toscana

L'inchiesta: i risvolti

Il Comune di Prato nega il patrocinio legale all’ex sindaca indagata per corruzione

di Paolo Nencioni

	Ilaria Bugetti, ex sindaca di Prato indagata per corruzione
Ilaria Bugetti, ex sindaca di Prato indagata per corruzione

Ilaria Bugetti e l’ex vicesindaco Simone Faggi dovranno pagarsi i propri avvocati: ma c'è una "clausola" post processo

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. L’ex sindaca di Prato Ilaria Bugetti e l’ex vice sindaco Simone Faggi dovranno pagarsi l’avvocato nel procedimento che li vede indagati, rispettivamente, per corruzione e false informazioni al pubblico ministero nell’inchiesta della Dda di Firenze che ipotizza illeciti favori della sindaca all’imprenditore Riccardo Matteini Bresci. Il Comune di Prato, infatti, in uno degli ultimi atti prima della decadenza di sindaca, giunta e consiglio comunale, ha negato il patrocinio legale che era stato chiesto prima da Simone Faggi e poi da Ilaria Bugetti.

Gli atti

Si tratta di due determinazioni dirigenziali dell’Ufficio avvocatura del Comune di Prato adottate lo stesso giorno, il 9 luglio, alla vigilia dell’arrivo del commissario prefettizio Claudio Sammartino, nelle quali il Comune prende atto delle richieste presentate da sindaca e vice sindaco e risponde picche, appellandosi al regolamento sulla concessione del patrocinio, approvato nell’aprile 2023, e giustificando la decisione con un conflitto di interessi. In altre parole, essendo l’ex sindaca Bugetti accusata di corruzione per atti contrari ai suoi doveri d’ufficio, non potrebbe essere difesa a spese dello stesso ente che, in caso di condanna, avrebbe danneggiato. Un ragionamento che non sembra fare una grinza, anche se nella stessa determinazione dirigenziale si chiarisce che, in caso di esito positivo per l’indagata (cioè di sentenza di assoluzione o di archiviazione del procedimento) la decisione sul patrocinio legale potrà essere rivista.

Per il suo vice

Stesso discorso per l’ex vice sindaco Simone Faggi, anche se il suo caso sembra un po’ diverso. Faggi è indagato per false informazioni al pubblico ministero, una decisione presa dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Firenze all’esito dell’interrogatorio cui Faggi si è sottoposto a metà giugno come persona informata sui fatti. Secondo i magistrati l’allora vice sindaco non avrebbe detto tutto quello che sapeva, forse per coprire le responsabilità della sindaca. Lui ribatte di non aver detto bugie e di aver raccontato tutto quello di cui si ricordava. In ogni caso si tratta di un’accusa che non è paragonabile a quella che pende sulla testa dell’ex sindaca, per la quale la Dda aveva chiesto addirittura l’arresto, poi non concesso dal gip in quanto Bugetti si era già dimessa dalla sua carica.

Il Comune

La decisione del Comune di Prato di negare il patrocinio legale agli amministratori che fino a metà giugno hanno retto le sorti dell’amministrazione sembra più che altro una questione di opportunità, o meglio di immagine. L’inchiesta in cui è coinvolta Ilaria Bugetti ha fatto molto scalpore, non solo a Prato, non solo in Toscana. Dunque qualcuno in Comune può aver temuto un danno d’immagine se si fosse venuti a sapere che lo stesso Comune pagava o prometteva di pagare l’avvocato difensore della sindaca. Meglio troncare sul nascere una potenziale polemica.

Il precedente

Eppure qualche mese fa, quando lo stesso Faggi è stato indagato insieme all’allora sindaco Matteo Biffoni per omicidio colposo in relazione all’alluvione che ha colpito la provincia di Prato nel novembre 2023, lo stesso Comune ha concesso il patrocinio legale al vice sindaco. Per un semplice motivo: allora come ora c’è una postilla che dice che, in caso di condanna dell’amministratore, il patrocinio legale viene revocato. Dunque il Comune era già tutelato, non avrebbe pagato coi soldi pubblici la parcella dell’avvocato difensore se fosse stato provato che l’amministratore aveva commesso un reato. Stavolta invece il discorso è stato rovesciato: intanto si nega la concessione del patrocinio legale e poi, eventualmente, lo si concede in caso di sentenza favorevole all’imputato. La sostanza, come si vede, non cambia: se l’amministratore viene condannato si paga l’avvocato, se viene assolto o prosciolto paga il Comune. L’unica certezza è che gli avvocati (Nicola Badiani e Salvatore Tesoriero per l’ex sindaca, Giuseppe Nicolosi per l’ex vicesindaco) da qualcuno verranno pagati.
 

Primo piano
L'esperto

Terremoto in Lunigiana, il geologo: «È una zona a rischio elevato, così gli edifici si sono salvati»

di Melania Carnevali
Speciale Scuola 2030