Regionali in Toscana, Giani si candida al bis: «Il partito decida entro il 18 luglio»
Ma il Pd da Roma ancora non dà il via libera alla ricandidatura. Fossi ringrazia: «Porteremo il nome alla coalizione»
FIRENZE. I numeri in politica contano: 103 sindaci che si schierano a suo favore, 100 giorni scarsi di campagna elettorale, 12 ottobre apertura dei seggi per le regionali; podio n. 4 tra i governatori italiani in fatto di gradimento, con una crescita del 9,9%. Eugenio Giani ha tutte le carte per ricandidarsi alla presidenza della Regione. E stamattina (9 luglio) ha sciolto le riserve chiedendo che la direzione regionale dem decida, con un aut aut alla convocazione entro il 18 luglio. «Sono rimasto molto colpito dal calore con cui sono stato sostenuto – ha dichiarato al Tirreno – verso una mia ricandidatura: circoli di partito, più della metà dei sindaci della Toscana, la Cgil, tante istanze della società civile, economica, sociale. Io, quindi, non posso che offrire la mia disponibilità per la prossima legislatura e ora mi metterò a lavorare per articolare programmi e obiettivi».
Giani ha rotto gli indugi dopo un incontro col segretario toscano Pd, Emiliano Fossi, schleiniano di ferro, che è andato a trovarlo in Regione. Il governatore lo ringrazia pubblicamente, come ringrazia Elly Schlein «per la stima che hanno sempre dichiarato nei miei confronti», dice. Ma non arretra di un passo: «Offro la mia disponibilità e naturalmente lo faccio nelle regole del partito e della coalizione – dice –. Del partito che mi chiede, appunto, di manifestare la disponibilità e l’ho formalizzata in modo che la direzione regionale osservi ai sensi degli articoli 31 dello Statuto nazionale e 24 dello Statuto regionale, le forme di raccolta delle indicazioni e di decisionalità, perché il partito al tavolo della coalizione si deve presentare con un candidato».
Fossi si affida in serata a una risposta “tecnica”. Il Pd toscano riunirà la direzione e incontrerà la coalizione. Nel segno del campo largo. «Ringrazio Giani, offriremo la sua disponibilità alla discussione con gli alleati mettendo a disposizione la sua figura a tutti gli interlocutori con cui in questi mesi abbiamo lavorato per costruire una prospettiva comune. Consci che i passaggi sono quelli della costruzione prima del programma e della coalizione e poi della scelta del candidato comune». Intanto dal Nazareno, impegnato nel puzzle delle alleanze regionali, il via libera al Giani-bis ancora non arriva. Di alleanze «vincenti e competitive» con il solito criterio «testardamente unitario» parla infatti Elly Schlein.
E, stamattina (9 luglio), alla domanda se verrà ricandidato Eugenio Giani, risponde: «Stiamo lavorando per riuscire a costruire le alleanze vincenti all’interno delle sei regioni che vanno al voto». Ma il pressing sul Giani bis ora è quasi unanime: da Firenze il messaggio è chiaro, arriva dagli ex governatori Rossi e Martini, dalla sindaca Funaro e dall’ex sindaco ed eurodeputato Dario Nardella. «Il fatto che il presidente Giani abbia dato esplicitamente la disponibilità a ricandidarsi è un fatto nuovo che non si può ignorare», afferma Nardella. E aggiunge: «Sono d’accordo sulla linea di costruire alleanze larghe in tutte le regioni in cui si va a votare, ma la Toscana ha una condizione particolare perché abbiamo un presidente uscente al primo turno che ha lavorato bene e che è apprezzato dai cittadini». Nardella invita Fossi «a mettersi alla guida di questo processo, lavorando per una coalizione larga anche con la disponibilità a una discontinuità sulla squadra di governo e sui temi». Lo stesso deputato membro della segreteria nazionale Marco Furfaro, fedelissimo della Schlein, cala una carta per Giani, definendolo «il nostro presidente».
Governo e temi, Giani ne ha messi sul piatto alcuni cari alla sinistra e ai grillini: fine vita, lavoro, sanità pubblica, reddito inclusivo. «Sulla base di queste priorità propongo di incontrare AVS, i 5Stelle e tutte le forze politiche e sociali della coalizione per costruire un fronte progressista e di sinistra che si proponga come forza di governo», dice. E dalla sinistra arrivano i primi gradimenti: il deputato Avs Nicola Fratoianni dice: «Per noi è la politica che comanda. Sono le scelte programmatiche, gli elementi di profilo di una proposta di governo ciò che ci interessa». D’altro canto, Fratoianni torna con una puntualizzazione: «Di fronte a una stagione nuova e a una ipotesi di alleanza nuova, diversa rispetto a quella che ha caratterizzato i 5 anni del governo Giani, servono elementi di discontinuità». Apertura da Angelo Bonelli, Avs - Europa verde: «Pensare di cambiare un presidente di Regione uscente senza una motivazione politica l’ho visto sempre con perplessità. Da adesso noi siamo disponibili ad aprire un confronto programmatico con Giani», dice «e prima si fa e meglio è, perché la vittoria non è mai scontata alle elezioni». Più ostico il confronto coi grillini. Ma il governatore è ottimista: «Abbiamo un confronto avviato su temi e programmi». La prossima settimana potrebbe essere quella decisiva.