Soste in autostrada sempre più care: «Rincari fino al 500% e viaggiatori penalizzati». Alcuni esempi
Fare una pausa in autostrada può diventare un lusso: acqua, caffè, panini e snack costano fino a cinque volte in più rispetto ai bar e supermercati cittadini. L’indagine di Altroconsumo lancia l’allarme su rincari e mancanza di tutele per i viaggiatori
Una sosta in autostrada rischia di trasformarsi in una vera stangata per i viaggiatori italiani. L’indagine pubblicata da Altroconsumo accende i riflettori su una realtà che molti automobilisti conoscono fin troppo bene: i prezzi di acqua, caffè, panini, snack e gelati nelle aree di servizio sono schizzati alle stelle, superando di gran lunga quelli di bar e supermercati cittadini. Fare una pausa durante il viaggio, soprattutto in famiglia, può diventare un lusso che pesa sul budget delle vacanze.
I numeri dei rincari
Altroconsumo ha passato al setaccio 16 aree di servizio tra Milano, Roma, Napoli e Venezia, rilevando aumenti eclatanti. Una bottiglia d’acqua da un litro, ad esempio, costa in media 3,18 euro, con picchi fino a 3,20 euro: un prezzo cinque volte superiore rispetto ai supermercati, nonostante un leggero calo del 5% rispetto al 2024. Il caffè, invece, si paga 1,46 euro, segnando un aumento del 7% in un anno e risultando del 21% più caro rispetto ai bar cittadini. Anche la colazione pesa: una brioche arriva a 2 euro, in crescita del 16% rispetto all’anno scorso e del 47% rispetto ai prezzi cittadini. Il cappuccino si attesta a 1,85 euro, stabile rispetto al passato ma comunque più caro del 16% rispetto ai bar in città.
Per chi desidera un panino, la spesa media è di 6,80 euro, con punte che raggiungono gli 8,50 euro per le versioni più ricche. Anche se il prezzo medio è sceso del 6% rispetto al 2024, resta superiore del 57% rispetto ai bar cittadini. Le bibite non sono da meno: una bottiglia di Coca Cola può arrivare a costare 8 euro al litro, con un rincaro del 23% rispetto all’anno scorso e un prezzo cinque volte superiore a quello dei supermercati. I gelati superano i 3 euro, più del doppio rispetto alla grande distribuzione. Snack come patatine e energy drink seguono la stessa tendenza: un energy drink può toccare i 16 euro al litro, mentre le patatine in sacchetto si aggirano sui 3,50 euro.
Perché i prezzi sono così alti?
Secondo Altroconsumo, i rincari sono legati ai costi di gestione delle aree di servizio, ma anche a una regolamentazione dei prezzi poco stringente in questi punti strategici della rete autostradale. La scelta dell’auto come alternativa più economica all’aereo rischia così di perdere convenienza, complice il peso crescente di pedaggi, carburante e, soprattutto, delle pause ristoro.
Un sistema che penalizza i viaggiatori
La differenza di prezzo rispetto ai bar cittadini e ai supermercati è talmente marcata che, secondo Altroconsumo, sarebbe necessario un intervento per garantire maggiore trasparenza e tutela dei consumatori. Le vacanze estive, simbolo di libertà, non dovrebbero trasformarsi in una corsa a ostacoli tra listini gonfiati e consumi condizionati dalla geografia.
