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Il caso

Livorno, incendio sui binari: è un attentato, utilizzata della benzina: cosa sappiamo di chi ha agito

di Stefano Taglione

	I tecnici delle Ferrovie sono stati impegnati a lungo per ripristinare la circolazione (foto Stick)
I tecnici delle Ferrovie sono stati impegnati a lungo per ripristinare la circolazione (foto Stick)

Incendiata una struttura deputata alla ripetizione dei segnali elettrici: il traffico ferroviario è rimasto paralizzato per ore. La procura ha aperto un fascicolo per attentati alla sicurezza dei trasporti

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LIVORNO. Hanno dato alle fiamme una garitta ferroviaria paralizzando per ore il traffico della linea tirrenica. È un attentato quello avvenuto poco dopo le 4 della notte fra mercoledì scorso e ieri, giovedì 3 aprile, fra Livorno e Quercianella, dove una struttura di Rfi deputata alla ripetizione dei segnali elettrici per la sicurezza dei convogli è andata completamente distrutta.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia ferroviaria e dai vigili del fuoco sarebbe stata cosparsa di benzina e incendiata, con una porzione in vetroresina finita sul binario in direzione nord, rimasto bloccato fino a dopo mezzogiorno. Per ore, infatti, il traffico ha funzionato a scartamento ridotto, su un solo binario, con i treni che si sono alternati in quello che era diventato di fatto un “collo di bottiglia”, con soppressioni e bus sostitutivi.

La chiusura totale è stata disposta, invece, solo durante le operazioni di spegnimento delle fiamme e in alcune fasi dei rilievi di polizia ferroviaria, scientifica, Digos e pompieri, mentre nel resto del tempo si è proceduto con la “marcia a vista” e i macchinisti chiamati a procedere a passo d’uomo per non investire agenti e vigili del fuoco che, insieme al personale di Fs, sono stati impegnati per ore. La procura ha aperto un fascicolo per attentati alla sicurezza dei trasporti.

Analisi sui reperti

I poliziotti, insieme agli esperti del nucleo investigativo dei pompieri, hanno sequestrato diversi reperti. Inneschi, in particolare, grazie ai quali si ha la certezza della dolosità dell’incendio che sarebbe stato accelerato con la benzina. Chi lo ha appiccato, dalla strada litoranea, è sceso verso la spiaggia e ha interrotto volontariamente la circolazione ferroviaria.

Cosa è andato a fuoco

Quella garitta ferroviaria rappresenta una delle tante strutture fondamentali alla regolarità e alla sicurezza del traffico lungo la Tirrenica. In particolare ospita le centraline che regolano i segnali elettrici, oltre a cavi e ad altri congegni. I segnali, di fatto dei semafori, informano visivamente i macchinisti sullo stato della linea, ad esempio se vi sono treni davanti o interruzioni alla circolazione, e digitalmente vengono trasmessi tramite impulsi elettrici ogni 1.700 metri – questo il tempo medio di frenata dalla velocità di crociera al fermo totale di un convoglio – anche al computer del locomotore, che in caso di problemi arresta automaticamente la sua marcia, bypassando se serve pure il macchinista. La struttura è collegata con la sala operativa che gestisce la tratta ed è situata in un edificio vicino alla stazione di Pisa centrale. Se quella garitta non fa il suo dovere, insomma, i macchinisti non possono usufruire della rete, dovendo marciare a vista, come avvenuto fino alla tarda mattinata di ieri, quando gli operai per conto di Rfi ne hanno ultimato la riparazione. I danni, purtroppo, sono ingenti: almeno decine di migliaia di euro.

Traffico in tilt

Decine, fino alla tarda mattinata, i convogli cancellati o ritardati. In alcuni casi, come per il regionale 19410 Grosseto-Pisa delle 7,38, Trenitalia ha allestito un bus sostitutivo. Mentre il Pisa-Roma delle 7,45 è stato limitato alla stazione di Civitavecchia. Solo all’ora di pranzo si è assistito a una graduale ripresa del traffico. 


 

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