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Codice della strada e alcol, Sergio Bedessi critica la riforma: «Più terrorismo psicologico che reale efficacia»

di Federico Lazzotti

	Sergio Bedessi
Sergio Bedessi

L’esperto Sergio Bedessi e la sicurezza urbana: «Servono educazione stradale e prevenzione»

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Sergio Bedessi, formatore e presidente del Centro documentazione sicurezza urbana e polizia locale, non va tanto per il sottile riguardo a bontà ed effetti della riforma del codice della strada introdotta a dicembre: «Più che le novità che hanno cambiato poco - dice - ha funzionato il terrorismo psicologico». Eppure solo pochi giorni fa il ministro dei trasporti Matteo Salvini sosteneva che la riforma fosse il motivo del calo di vittime (61) e incidenti stradali (5,5%) nel primo trimestre 2025 rispetto all’anno precedente.

Bedessi, pare di capire che non sia d’accordo con Salvini?

«Premesso che il fenomeno degli incidenti stradali è multifattoriale. Per cui attribuire - tanto più su un lasso di tempo così ristretto e senza grandi analisi - , la diminuzione a questa o quella causa e nello specifico alla riforma, mi pare prematuro. Non credo che l’andamento positivo sia dovuto alla riforma, almeno dal punto di vista normativo, ma più all’esagerata enfasi su alcune norme contenute nella legge».

A suo avviso dove si è fatto meglio e dove no?

«La riforma è solo l’ennesimo pasticcio su un testo, quello del codice, rimaneggiato ormai troppe volte dal 1992, oltre cento. Molte delle norme non sono applicabili per mancanza di decreti attuativi. Un esempio? Il controllo sulla guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti non è possibile visto che manca la direttiva interministeriale che deve specificare le regole tecniche. Diciamoci la verità: quasi nessuna norma della riforma, salvo pochissime, è applicabile».

Cominciamo dal problema alcol che sembra aver terrorizzato i cittadini e mandato in crisi produttori di vino e ristoratori. Cosa è cambiato?

«Malgrado l’enfasi mediatica, stimolata anche dal ministro delle infrastrutture, le uniche due modifiche all’articolo 186 riguardano il tasso zero in caso di recidiva e il conseguente alcolock, il dispositivo che dovrebbe inibire la partenza del veicolo se non si è a tasso zero. Peccato che per vedere gli effetti di queste norme bisognerà attendere l’adozione di norme tecniche relative a questo strumento ma, più che altro, le prime recidive, dunque l’effetto di questa norma tanto strombazzata prima di due anni non sarà certo visibile. In realtà i tassi alcolemici non sono stati modificati».

E per le sostanze stupefacenti?

«Qui si è fatto veramente un pasticcio. Prima il reato era di “guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e psicotrope”, dunque sanzionabile non chi avesse assunto sostanze ma chi, dall’assunzione, avesse avuto effetti deleteri per la guida. Adesso è sanzionabile (reato punibile con l'ammenda da 1.500 a 6.000 euro e l'arresto da sei mesi a un anno ndr) anche chi ha solo assunto le sostanze. Non essendoci più il doppio parametro di controllo perché l’effetto sulla guida non conta più, si troverà per assurdo condannato anche chi prende oggi cinque gocce di ansiolitico perché ha paura a salire sull’aereo e, vista la permanenza per lungo tempo di queste sostanze nel sangue, magari si mette alla guida qualche giorno dopo».

Altro cambiamento che ha fatto discutere riguarda i monopattini. Qui come va?

«La legge prevede giustamente l’obbligo di assicurazione e “targatura”. Peccato che mancando i decreti attuativi anche se il cittadino volesse mettersi in regola, non può farlo. Questa cosa mette in difficoltà anche gli organi di polizia: in caso di incidente con monopattino non targato e non assicurato dove l’organo di polizia è chiaramente costretto a sanzionare il conducente del monopattino, a nulla valendo il fatto che non abbia potuto provvedere per colpa dello Stato che gli impone l’obbligo».

Esiste allora una ricetta?

«Non è certo l’aumento delle sanzioni, né l’aumento parossistico dell’elenco dei comportamenti vietati; la ricetta giusta è la prevenzione, prima di tutto con l’educazione stradale e poi da un controllo mite ma diffuso e certo».
 

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