Il Tirreno

Toscana

Il regalo

Grosseto, il dono di Cucinelli per le donne maltrattate: abiti preziosi per tornare a sentirsi amate

di Francesca Ferri

	Abiti di Brunello Cucinelli in un suo store e, a destra, l’imprenditore
Abiti di Brunello Cucinelli in un suo store e, a destra, l’imprenditore

L’associazione Olympia de Gouges ha ricevuto dall’azienda umbra un inaspettato regalo

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GROSSETO. Spesso, quando fuggono, lo fanno in pantofole e con quello che hanno addosso. Quando arrivano nella casa rifugio, a volte non hanno nemmeno la biancheria intima di ricambio. Del resto, quando la tua vita è in pericolo, non puoi metterti a fare la valigia. Hanno però sul viso e sul corpo i lividi delle botte. E nell’anima i segni ancora più profondi delle umiliazioni, della sopraffazione, delle offese. Quelli, sì, se li portano addosso, e a lungo, guardandosi allo specchio, dietro le lacrime, sono l’unica cosa che riescono a vedere del loro aspetto esteriore.

Le donne che scappano da uomini violenti hanno bisogno di tante mani tese che le aiutino a venire fuori dall’inferno. Anche di quelle che offrono loro un maglione caldo o una gonna comoda per vestirsi. Anche di quelle mani che, quella gonna e quel maglione, lo regalano firmato da un grande stilista. Superfluo, all’apparenza; quando sei nuda, basta qualcosa che ti copra. E invece proprio perché prezioso, raro, bellissimo, proprio perché sorprendente e inaspettato, è un regalo che non solo le scalda, ma le fa sentire amate, coccolate. Belle ed eleganti. Di nuovo.

Alle donne vittime di violenza, aiutate dall’associazione Olympia de Gouges di Grosseto, questo regalo è arrivato da Brunello Cucinelli. Che la scorsa estate ha voluto donare loro alcuni capi – maglieria di cachemire, abiti, gonne – rimasti invenduti. Un gesto di amore e di beneficenza, che l’azienda ha voluto in tutti i modi non divulgare. Ma che la presidente dell’associazione, Sabrina Gaglianone, e le volontarie non hanno resistito a rendere pubblico, tramite Il Tirreno, per esprimere la loro riconoscenza e dire grazie. «La scorsa estate – spiega Gaglianone – l’associazione Olympia de Gouges è stata contattata dall’azienda Brunello Cucinelli che, nell’ottica della sua filosofia aziendale, intendeva donare i capi invenduti delle sue collezioni alle donne e ai bambini ospiti delle case dell’Associazione».

Molte di queste donne sono costrette a scappare, infatti, con i figli. «La sorpresa – prosegue la presidente – è stata davvero grande innanzitutto perché ha consentito di verificare come il lavoro dell’associazione sia riconosciuto e apprezzato all’esterno. Inoltre, perché è stato possibile toccare con mano come la filosofia dell’Azienda Brunello Cucinelli, che da sempre promuove un’impresa per fare profitti con etica e dignità, senza dimenticare le persone e il rispetto per il territorio, si materializzi in gesti concreti come quello di donare abiti e accessori di bella fattura, confortevoli e realizzati con materiali naturali, alle donne che hanno subito violenza, ospiti delle nostre case».

Lo stilista umbro è infatti alfiere di un concetto di impresa – nel suo caso di moda – che mette al centro l’uomo, la bellezza, la sostenibilità. Un «Capitalismo Umanistico e dell’Umana Sostenibilità», lo definisce lui stesso, che ci ha scritto un libro, edito da Feltrinelli. Una filosofia che Cucinelli ha trasformato in realtà a Solomeo, il paesino ribattezzato “borgo del cashmere e dell’armonia”, dove l’azienda Cucinelli ha sede, centro della vita familiare, imprenditoriale e spirituale dell’imprenditore, che è stato restaurato e dove trovano oggi spazio anche un teatro, un parco, la vigna, la biblioteca. «L’idea, bellissima, di donare un capo firmato a donne che hanno dovuto lasciare tutto per difendersi e salvare la propria vita – racconta ancora Gaglianone, – ha ottenuto grande successo e profonda commozione. Il loro sorriso e il piacere di indossare un capo o un accessorio così pregiato le ha fatte sentire di nuovo amate e coccolate, vive». Abiti, maglioni, pantaloni e gonne per le donne, ma anche vestiti e scarpe per i bambini. «Abiti stupendi», raccontano dall’associazione, che in genere fornisce alle donne vestiti in buono stato, sì, ma usati. Da qui il «grazie sincero a Brunello Cucinelli» da parte delle donne in protezione del Centro Antiviolenza Olympia de Gouges, dal direttivo e dalla presidente Sabrina Gaglianone.

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