Contromano in A11, il casello di Chiesina e la corsia che resta “aperta”: ecco l’ipotesi più probabile sullo schianto mortale
La donna avrebbe preso contromano l’autostrada anche per l’assenza di ostacoli
CHIESINA UZZANESE. Sulla tragedia avvenuta due notti fa in A11 aleggia una domanda: come mai l’auto guidata da Daniela Boldrini, la 47enne che ha perso la vita nell’incidente viaggiava contromano?
L’ipotesi più probabile
Accanto all’ipotesi, improbabile, di una inversione a U in autostrada, quella ritenuta più plausibile è quella di un errore della donna, che una volta varcata la soglia della barriera di Chiesina che immette in autostrada, e intenzionata ad andare verso Firenze, avrebbe svoltato a sinistra verso quella che lei pensava fosse la corsia di immissione in autostrada, quando invece era la corsia di uscita. Ma come è possibile un errore del genere?
Uno svincolo “labirinto”
Una parte della spiegazione, oltre alla probabile stanchezza della guidatrice, sta proprio nella particolare conformazione del casello di Chiesina, che, al contrario della maggior parte dei caselli autostradali non prevede un’unica barriera, passata la quale l’automobilista può decidere quale direzione prendere. No, il casello di Chiesina prevede due barriere, ai due lati dell’autostrada: uno a ovest per muoversi verso Lucca, uno sul lato est per chi vuole andare verso Firenze. Certo la segnaletica è chiara, sia prima di immettersi in autostrada, sia dopo (quando varcata la barriera ovest compare un chiaro obbligo di svolta a destra).
Il problema è che se uno è particolarmente stanco e/o distratto, e non conosce bene quel casello, può essere indotto all’errore, ed essere convinto che una volta passata la barriera può scegliere quale direzione autostradale prendere. Un errore nel quale è probabilmente incappata anche la povera Daniela che, intenzionata ad andare in direzione Firenze, ha fatto quella che le sembrava una scelta logica, al di là dei cartelli stradali. Un errore reso possibile anche da un altro particolare, ossia l’assenza di ostacoli fisici insormontabili a impedire di svoltare vero la corsia sbagliata: solo una lieve striscia gommata a terra che può essere scambiata per un dosso rallentatore.
L’altro casello
Un errore che, per esempio, non può essere commesso al casello dall’altro lato dell’autostrada (quello che effettivamente porta a Firenze) dove la corsia di uscita e quella di immissione sono separate prima da un marciapiede in cemento con barriere parapedonali prima e da una larga aiuola con alti bordi in cemento.
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