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La tragedia

Esplosione di Calenzano, come stanno i feriti: Emiliano e Luigi lottano per la vita. Le parole del cognato di Braccini


	L'ingresso del pronto soccorso di Cisanello
L'ingresso del pronto soccorso di Cisanello

Al policlinico fiorentino di Careggi è ancora ricoverato Marco Giannini, 53 anni: le schegge di vetro lo hanno colpito al volto. Attivato un conto corrente di solidarietà a favore delle famiglie delle vittime

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PISA. Resta stazionario e in gravi condizioni Emiliano Braccini, il camionista livornese di 51 anni ricoverato in Terapia intensiva nel Centro ustioni dell’ospedale di Cisanello, a Pisa, dopo essere rimasto coinvolto nell’esplosione del deposito Eni di via Erbosa, a Calenzano. Lo stesso vale per Luigi Murno, 37 anni, di Villa d’Agri, entrambi rimasti coinvolti nell’esplosione del deposito Eni di Calenzano in cui hanno perso la vita cinque uomini – Davide Baronti, Franco Cirelli, Carmelo Corso, Vincenzo Martinelli e Gerardo Pepe – e sono rimaste ferite quasi 30 persone.

Il racconto del cognato di Braccini

E per loro la situazione è (e resta) molto delicata: Braccini ha ustioni sul 65% del corpo, quasi tutte di terzo grado, che lo stanno costringendo a lottare per la vita nell’edificio 3 dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana; Murno, invece, le ustioni le ha riportate su circa la metà del corpo. Al volto, alle braccia e alle gambe.

«Era molto vicino (all’esplosione, ndr) purtroppo. Gli organi interni, comunque, ci hanno detto che sono a posto, hanno retto. Dobbiamo augurarci che il quadro clinico resti stazionario, la situazione è in evoluzione giorno dopo giorno, ora dopo ora – ha commentato Juri Pellegrini, cognato di Braccini, martedì scorso. Ieri, d’altra parte, ha confermato che «è stazionario. Al momento non ci sono cambiamenti».

Colpito delle schegge di vetro

Al policlinico fiorentino di Careggi è ancora ricoverato, invece, Marco Giannini, 53 anni. «Siamo stati chiamati per venire in ospedale perché hanno trasportato qui il nostro familiare – raccontano i parenti – . Ringrazio il cielo che sia ancora vivo. È traumatizzato e non sa nulla di quanto avvenuto». Secondo quanto ricostruito, Giannini era in coda con il suo mezzo per fare rifornimento al deposito quando ha sentito il boato e poi è avvenuta l’esplosione. Ed è stato allora che le schegge di vetro dell’autocisterna, andando in frantumi, lo hanno colpito al volto. Sono stati momenti di paura e di incredulità per l’inferno che si era creato intorno e in cui lui, insieme agli altri colleghi, si era ritrovato. E a salvarlo da quell’inferno di vetri saltati e fiamme, sarebbe stato il fatto di trovarsi ancora in coda per effettuare il rifornimento del camion dal quale poi l’uomo si è allontanato, cercando di sfuggire al fuoco e al fumo. Anche ricostruire quei momenti diventa difficile tra il dolore delle schegge e la paura di quei terribili minuti. Ma anche con le ferite sul volto, la schegge addosso, il camionista ha cercato una via di fuga. Poi il risveglio nell’ospedale fiorentino di Careggi dove si trova ancora ricoverato.

La solidarietà

Intanto il Comune di Calenzano, come annunciato al sindaco Giuseppe Carovani, ha attivato un conto corrente di solidarietà a favore delle famiglie delle vittime dell’incidente al deposito carburanti Eni. Lo ha detto partecipando all’omaggio alle vittime davanti ai cancelli del deposito, insieme alle istituzioni regionali e a rappresentanti della giunta e del consiglio comunale. «Rinnoviamo il nostro cordoglio e la vicinanza della comunità di Calenzano ai familiari delle vittime», sottolinea il primo cittadino.

L’Iban del conto corrente (la banca di riferimento è Unicredit spa) a cui inviare le donazioni è IT43Y0200838103000107278108.

Infine il sindaco rivolge un pensiero ai feriti, Braccini e Murno, che ancora lottano in un letto della Terapia intensiva dell’ospedale di Cisanello, a Pisa. 

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