Alessandro Fontani, maestro coltellaio per vocazione: cos’è la “Zuava” e la storia della sua bottega nel Mugello
Tutto è cominciato nell’Ottocento con l’apertura della coltelleria: un mercato che tira in Italia e all’estero
«So ancora poco della Igp sui prodotti artigianali. Anni fa qui avevamo già parlato di fare una associazione fra i piccoli produttori; cosa allora che sfumò». Alessandro Fontani, 38 anni, è il più giovane maestro coltellaio di Scarperia; la patria dei coltelli a chiusura e non con tradizione centenaria. Ad aprire l’attività qui fu Antonio Fontani nel 1846, producendo forbici da taglio. La coltelleria Fontani oggi ha due soci lavoratori, Alessandro e Jacopo Gagnarli, 33enne. Sono loro i giovani del mestiere qui nel Mugello che portano avanti la tradizione e l’arte della coltelleria. Un mercato che tira, vende sia in Italia sia all’estero.
«Ci sarebbe bisogno di sviluppare l’attività – dice Alessandro Fontani – il lavoro c’è, le commesse ci sono. Se vogliamo dirla tutta, non è il lavoro che preoccupa, ma la tassazione. Lavoriamo molto per il mercato interno toscano, italiano, poi per gli Stati Uniti e ora abbiamo aperto altre opportunità commerciali in Germania». Il coltello che per antonomasia viene prodotto a Scarperia è il cosiddetto “Zuava”. La Zuava di Scarperia, è un coltello, il cui nome richiama appunto quello di un antico corpo militare francese “gli Zuavi”, dotati di una lama molto simile a quella del coltello mugellano, detta anche “alla francese”.
Esclusivamente fatto a mano dalla fine del 1800 è il simbolo indiscusso della centenaria tradizione di fare i coltelli a Scarperia. Alla coltelleria Fontani, si producono coltelli sia per casa sia tradizionali a chiusura a molla. E qui ha ripreso anche la produzione, in parte artigianale in parte su semilavorati, dei rasoi a mano libera per barbieri. «Un prodotto di alta qualità, quello del rasoio a mano libera che sta andando molto bene – spiega il maestro coltellaio – e che ha rinnovato anche la nostra proposta produttiva. La coltelleria artigiana e di qualità trova dei riscontri molto buoni di mercato e se l’Indicazione geografica protetta aiuta ancora di più il settore, dovremmo pensare a seguire le indicazioni di associarsi e presentare il disciplinare così come richiesto dalla legge. Quello della coltelleria è un settore in crescita con sempre più richieste. E forse accendere i riflettori sui prodotti artigianali toscani di qualità può far rinascere anche la voglia e la passione per questi mestieri», prosegue Fontani. La questione, infatti, è che nonostante mercati e produzione favorevoli, alcuni mestieri artigiani rischiano davvero l’estinzione. «Io ho continuato l’attività di famiglia per passione. Siamo la quinta generazione di maestri coltellai. E siamo aperti dalla metà dell’800. Un coltello di Scarperia trasmette valore e cultura, oltre che efficacia e bellezza», chiosa l’artigiano.
A.F.
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