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Google Maps è impazzito: in Toscana il navigatore porta tutti in una strada di campagna


	La strada di campagna che fa impazzire Google Maps
La strada di campagna che fa impazzire Google Maps

Il caso finisce al ministero dei Trasporti: a farsi carico delle lamentele il senatore Manfredi Potenti

09 luglio 2024
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La tecnologia aiuta. Ma a volte inganna. E può capitare che ci seguendo il navigatore ci si ritrovi in una strada nell’aperta campagna toscana. Completamente da un’altra parte rispetto alla destinazione che abbiamo impostato sul cellulare. E dall’inizio dell’estate 2024 c’è un paese al confine tra le province di Livorno e Pisa, in particolare, in cui vengono dirottate centinaia di turisti per un “errore di sistema”. 

Il caso

Riparbella, piccolo comune collinare abitato da poco più di 1.500 persone. Qui, una strada vicinale a uso pubblico, recentemente asfaltata, ha visto aumentare il traffico in modo anomalo e soprattutto non confacente alle condizioni della strada. «Si tratta di un lungo tratto di strada, la Chiannerina. Per un tratto è vicinale a uso pubblico, per l’altro comunale ma pur sempre strada secondaria, stretta, una classica strada di campagna, conosciuta e percorsa per lo più dai cacciatori e da chi vive quelle zone», racconta Lucibello Piani, assessore al Comune di Riparella. 

Traffico record

Da quando è stata asfaltata, improvvisamente è aumento il traffico. In parte si tratta di traffico locale, artigiani e pendolari che, riducendo il numero di km percorsi rispetto a prima, dalla Valdera raggiungono la Val di Cecina e viceversa, un traffico comprensibile, composto da persone che conoscono la strada e le sue condizioni e la percorrono con coscienza. L’anomalia è emersa quando è stato notato un aumento spropositato di autoveicoli di turisti, tra cui molti stranieri, pulmini, caravan e persino camion che non erano destinati a fare consegne in zone. Il mistero sul perché guidatori che non possono conoscere la strada la percorrono è stato presto svelato. I principali responsabili dell’aumento del traffico sembrano essere i navigatori come Google Maps e Waze.

La spiegazione

Gli algoritmi guidano gli utenti sulle strade più brevi per raggiungere la destinazione, ma non sembrano tenere conto delle condizioni reali di queste strade. La Chiannerina è una strada dove in tanti punti la carreggiata non permette il passaggio di due auto contemporaneamente, la vegetazione restringe la visuale, il fondo è sporco e scivoloso, non mancano profonde buche e la guida va adattata alle condizioni difficili. Se non conosci la strada ed è la prima volta che la percorri, i rischi per la sicurezza di chi la percorre aumentano esponenzialmente. Chi la percorre con una certa regolarità racconta di aver incontrato turisti che da Firenze devono raggiungere agriturismi nel Grossetano o stranieri dagli occhi smarriti che devono raggiungere Firenze, finanche mezzi pesanti che una volta entrati nella strada non possono fare inversione per mancanza di spazio e sono costretti a proseguire l’avventura.

L’assessore

«Ho scritto personalmente a Google Maps», prosegue Lucibello Piani, «di cui non esiste un riferimento in Italia. Ho voluto provare a evidenziargli la situazione di pericolo e disagio vissuta dai loro utenti che, fidandosi, seguono i suggerimenti dei navigatori. Nessuna risposta. Parliamo di sicurezza stradale e ritengo che i titolari delle strade debbano poter avere un riferimento di tutti coloro che danno indicazioni come i navigatori per segnalare eventuali pericoli o, ad esempio, lavori o interruzioni. Basterebbe un albo con un indirizzo pec. Per questo mi sono rivolto al senatore Manfredi Potenti chiedendogli di verificare con il Ministero dei Trasporti quale sia la vigente normativa e, se come appare non esiste alcun obbligo da parte dei fornitori dei servizi di navigazione di recepire le indicazioni dei responsabili delle strade, allora si avvii un iter per introdurre un tale obbligo»

Il caso in Senato

«Il caso di Riparbella non è il solo», racconta Manfredi Potenti. «Sono tante le segnalazioni che ho ricevuto di disagi per improvvisi e ingiustificati aumenti di traffico su stradine locali prima percorse solo da pochi residenti. Per questo mi sono mosso subito contattando il ministero e prevedo di presentare a breve una formale interrogazione perché sia data una risposta al problema. Chi eroga un servizio, seppur apparentemente gratuito come quello di Google Map, non può esentarsi del tutto dalla responsabilità degli eventuali pericoli creati dai suoi suggerimenti». 

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