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Bollette in Toscana, dal 1° luglio rivoluzione per l'elettricità: cosa cambia e come evitare di spendere di più

di Francesca Ferri
Bollette in Toscana, dal 1° luglio rivoluzione per l'elettricità: cosa cambia e come evitare di spendere di più

Per 1,9 milioni di utenti toscani finisce il mercato “protetto”: 48 ore per non rinunciare a una bolletta più leggera e il caso “vulnerabili”

27 giugno 2024
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Venti minuti di attesa al telefono e poi, quando la voce preregistrata annuncia finalmente che «manca meno di un minuto per parlare con l’operatore», la speranza evapora: «Troppe richieste, la invitiamo a contattarci in un altro momento». Così, mercoledì 26 giugno, fallisce il tentativo di parlare da privata cittadina con Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. E ora? Cosa succede il 1° luglio? Quanto pagherà chi passa dal servizio di maggior tutela al libero mercato? E – abbiamo capito bene? – chi è già nel libero mercato può fare un mezzo passo indietro e transitare nel Servizio a tutele graduali? Ma non doveva scattare per tutti il libero mercato? E i vulnerabili pagheranno come chi è in tutela graduale? Di più? O di meno?

2,2 milioni in transito

«Per la Toscana si può fare una stima delle utenze interessate – spiega Davide Tabarelli, presidente di NE Nomisma Energia, società indipendente di ricerca in campo energetico e ambientale. «Ci sono circa 2,2 milioni contatori legati a un contratto di fornitura su libero mercato e 300mila di soggetti “vulnerabili”, cioè persone sopra i 75 anni, povere o disabili, che hanno diritto a tariffe calmierate. La differenza tra queste due categorie, 1,9 milioni di utenze, si muove ancora nel mercato tutelato». Ancora per poco.

Verso il mercato libero

Dal 1° luglio per chi è ancora nel mercato tutelato – quell’1,9 milioni di toscani citati poco fa – scatta infatti il passaggio obbligatorio verso la prima tappa di un percorso che, nel 2027, porterà al libero mercato. Il 1° luglio, a meno che non si scelga un operatore privato, si passerà infatti automaticamente, e senza interruzioni nella fornitura, al Servizio a tutele graduali (Stg), che durerà poco meno di 3 anni (fino al 31 marzo 2027).

Tutele graduali per tutti

In questo caso, fino a marzo 2027 la corrente verrà fornita da una delle sette aziende che lo scorso gennaio hanno vinto la gara per la fornitura tutelata (articolo in basso). Ma quanto si risparmierà? «Se la spesa annua per l’energia è di circa 800 euro – spiega Tabarelli – si può risparmiare circa 100 euro». L’Arera parla di un risparmio sui 130-140 euro. Ma non fatela così facile. «Il confronto tra le tariffe dell’attuale mercato a maggiori tutele con il servizio a tutele graduali è difficile da fare – spiega Tabarelli – e implica che il costo dell’energia rimanga quello attuale». Cosa non scontata.

Passo indietro

Potrebbe però convenire a chi, in questi anni, è già passato al mercato libero. Anche tutti questi utenti – 2,2 milioni in Toscana – possono infatti, fino alla mezzanotte del 30 giugno, tornare indietro e inserirsi nel Servizio a tutele graduali. Per farlo, possono chiamare l’Arera all’800 166 654 (e incrociare le dita) o andare sul sito www.arera.it per scaricare il modulo da riempire e inviare per email, sempre all’Autorità.

Solo per tre anni scarsi

L’unico problema è che queste tariffe calmierate sono a scadenza: 31 marzo 2027, come detto. Se la bolletta si aggira sui 500-600 euro all’anno, il risparmio si limita a qualche decina di euro. «Conviene mettersi a riempire moduli per una spesa che incide sul 2-3% del reddito?», si chiede Tabarelli. A ciascuno la sua scelta.

Paradosso vulnerabili

Di certo, come spesso succede in Italia, il paradosso è dietro l’angolo. E riguarda un’ulteriore categoria di utenti, i “vulnerabili”. Sono i disabili gravi, i poveri (chi per esempio percepisce un bonus), chi ha più di 75 anni (a prescindere dal reddito), chi vive in una casa d’emergenza a causa di una calamità, chi vive in un’isola non interconnessa. Solo in Toscana sono 528.120; 4,5 milioni in Italia. Ebbene, costoro – a meno che non siano già passati al libero mercato – possono rimanere nel mercato tutelato (quello che, per tutti gli altri, finisce a mezzanotte del 30 giugno). Epperò proprio giovedì 27 giugno Arera ha divulgato le tariffe per il prossimo trimestre, prevedendo un rincaro del 12% per il mercato tutelato. Insomma, tutela per modo di dire. Le associazioni di consumatori sono insorte, dando a questi utenti l’indicazione di non rimanere nel mercato tutelato ma di passare velocemente – appunto, il 30 giugno – al Sistema a tutele graduali. «Le società che si sono aggiudicate la gara per questo servizio – spiega Tabarelli – hanno vinto perché hanno abbassato la componente commerciale dai 40-50 euro medi a 30, 20, alcune addirittura a zero pur di guadagnare nuovi clienti. Cosa non prevista per le bollette degli utenti vulnerabili».


 

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